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	<title>overthesky.it &#187; proteine</title>
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		<title>Come scegliere le uova migliori. Codici, categorie e modalità di conservazione del cibo più consumato al mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 05:23:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino-  Le uova. Un cibo planetario: in tutto il mondo ne vengono consumate ogni giorno più di 3,5 miliardi. In Italia si stimano circa 250 uova pro-capite all&#8217;anno. Gli abitanti di tutto il Pianeta consumano le uova, questo è dovuto sopratutto alla loro straordinaria versatilità. Sono alleati indispensabili per una varietà infinita di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em>-  Le uova. Un <strong>cibo planetario</strong>: in tutto il mondo ne vengono consumate <strong>ogni giorno più di 3,5 miliardi</strong>. In Italia si stimano circa<strong> 250 uova pro-capite all&#8217;anno</strong>. Gli abitanti di tutto il Pianeta consumano le uova, questo è dovuto sopratutto alla loro <strong>straordinaria versatilità</strong>. Sono alleati indispensabili per una varietà infinita di ricette tradizionali o più sperimentali; ingredienti basilari per primi piatti, secondi, dolci, e da sole.<span id="more-1629"></span></p>
<p>Le proprietà delle uova per il nostro organismo sono irrinunciabili. Esse sono infatti una <strong>fonte di proteine</strong> ad alto valore biologico e di facile assimilazione. Circa il 12% del peso di uovo è costituito da proteine. L&#8217;unico rischio nel consumarne troppe è l&#8217;eccesso di colesterolo, infatti un uovo medio contiene circa 250 mg di <strong>colesterolo</strong>.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Una legislazione ferrea e precisa</span></h5>
<p>Ci sono, per fortuna, delle <strong>rigide norme per la commercializzazione</strong> delle uova. il Decreto 11 Dicembre 2009 pubblicato sulla G.U. n° 111 del 14 Maggio 2010, ai sensi del regolamento CE 1234/07 e 589/08 legista attraverso 17 articoli il processo di commercializzazione di questo alimento così capillarmente diffuso e largamente consumato.</p>
<p>In primo luogo occorre precisare che vengono <strong>esonerate dall’applicazione</strong> del provvedimento <strong>le uova vendute direttamente dal produttore al consumatore</strong> nel luogo di produzione o nell’ambito della regione di produzione, in un mercato locale o nella vendita porta a porta (vedi art. 2). <em>Conditio</em> <em>sine qua non</em> per consumare le uova del contadino è conoscere a fondo il metodo e la qualità di allevamento delle galline.</p>
<p>Per tutte le altre uova le regole sono precise e sono riportate <em>in primis</em> in quel lungo codice stampato su ogni guscio. Dunque è compito del consumatore essere a conoscenza dell&#8217;importante significato di quel codice per comprare e portare in tavola <strong>solo uova di ottima qualità</strong>. Per una questione di <strong>gusto</strong> e per una questione di <strong>salute</strong>.</p>
<p>Oltre al<strong> codice</strong> sono importanti anche le <strong>diciture</strong> e <strong>categorizzazioni</strong> riportate sulla confezione, ma procediamo per gradi iniziando dal codice stampato sul guscio.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>0 IT 017 FI 567 V5</strong></p>
<h6><strong>0 = da allevamento biologico</strong><br />
<strong>1 = da allevamento all’aperto</strong><br />
<strong>2 = da allevamento a terra, in recinti</strong><br />
<strong>3 = da allevamento in gabbia</strong></h6>
<h6><strong>IT = stato</strong><br />
<strong>017 = codice istat del comune</strong><br />
<strong>FI = provincia</strong><br />
<strong>567 = codice del luogo d’allevamento</strong><br />
<strong>V3 = codice del gruppo di galline depositarie</strong></h6>
<hr />
<ul>
<li>
<h6>extra fresco = restano in commercio fino al 9° giorno dalla deposizione dell&#8217;uovo</h6>
</li>
<li>
<h6>fresco = restano in commercio entro 28 giorni dalla deposizione dell&#8217;uovo</h6>
</li>
</ul>
<hr />
<ul>
<li>
<h6>XL = uova grandissime, oltre 73 gr.</h6>
</li>
<li>
<h6>L = uva grandi, comprese tra 63 3 72 gr.</h6>
</li>
<li>
<h6>M = uova medie, tra 53 e 62 gr.</h6>
</li>
<li>
<h6>S = uova piccole, inferiori a 52 gr.</h6>
<hr />
</li>
<li>
<h6> A-extra = confezionate appena deposte, possono essere consumate anche crude</h6>
</li>
<li>
<h6>A = uova fresche</h6>
</li>
<li>
<h6>B = uova di seconda qualità</h6>
</li>
<li>
<h6>C = uova destinate all&#8217;utilizzo industriale.</h6>
</li>
</ul>
<hr />
<p>L&#8217; articolo 7 chiarisce che le uova devono essere<strong> ritirate dal commercio sette giorni prima del termine minimo di conservazione indicato sull’imballaggio. </strong></p>
<p>Dal 2012 l&#8217;Unione Europea ha <strong>vietato l&#8217;allevamento in gabbia o in batteria,</strong> uova con il codice 3 non dovrebbero esistere in commercio.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Rapporto qualità-prezzo</span></h5>
<p><strong>Il costo</strong> delle uova di categoria O, cioè biologiche è di poco superiore rispetto alle altre, siamo nei termini di <strong>2 o 3 centesimi in più ad uovo</strong>. Una gallina che depone uova di categorie 0 vive libera, fino a circa cinque anni, depone tra le 150 e 200 uova all&#8217;anno; a differenza una gallina che produce uova di categoria inferiore (superiore il numero, da 1 a 3) vive molto meno in termini di tempo e convive in un metro quadrato con altre 20-25 sue simili, illuminate da luce artificiale e spesso senza il proprio becco (per evitare ferimenti e cannibalismo), tali condizioni rendono ovviamente scarse le uova che depone.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Come conservare e consumare le uova</span></h5>
<p>Il miglior confezionamento è quello <strong>nel cartone</strong>, che permette all&#8217;uovo di &#8220;respirare&#8221; evitando al formazione della condensa. Le uova vanno <strong>conservate in frigorifero, nella parte alta</strong>. Al supermercato sono sugli scaffali non refrigerati per evitare che durante il trasporto a casa lo shock termico che si attuerebbe togliendole dal frigorifero rompa la pellicola protettiva che riveste il guscio. Tale <strong>pellicola evita che gli agenti patogeni entrino all&#8217;interno del guscio</strong>; ecco perché l&#8217;uovo <strong>non deve essere lavato</strong>, né dal produttore né dal consumatore. Garanzia in più della buono stato di allevamento delle galline: pur non potendo essere lavate le uova devono risultare comunque <strong>pulite e libere dalle feci delle galline</strong>, ciò denota un buon allevamento, l&#8217;uovo sporco è infatti indice di cattive condizioni delle galline.</p>
<p>Sulla digeribilità o meno delle uova si è molto discusso e questo è dovuto alle due parti che lo compongono. Essendo <strong>il tuorlo più digeribile crudo e al contrario l&#8217;albume più digeribile cotto</strong> è la maestria nel cuocerlo che rende l&#8217;uovo digeribile. In base a queste caratteristiche la migliore preparazione è <strong>alla coque</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/?p=1430" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">8 alimenti salutari ed economici. I legumi per Valore Cibo</span></a></p>
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		<title>8 alimenti salutari ed economici. I legumi per Valore Cibo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 09:31:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Stanno vivendo un periodo di riscoperta e di glorioso trionfo sulle tavole degli italiani, complici la crisi economica, che fa prediligere cibi che costano poco, e la riscoperta delle loro proprietà. La loro storia risale a circa 20.000 anni fa, ne facevano uso le popolazioni antiche come gli Egizi e i Romani, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Stanno vivendo un periodo di <strong>riscoperta</strong> e di glorioso trionfo sulle tavole degli italiani, complici la crisi economica, che fa prediligere cibi che <strong>costano poco</strong>, e la riscoperta delle loro proprietà.</p>
<p>La loro storia risale a circa 20.000 anni fa, ne facevano uso le popolazioni antiche come gli Egizi e i Romani, le civiltà del Centro e Sud America e in vari periodi della Storia sono stati l&#8217;ancora di salvezza per intere popolazioni stremate dalle carestie. Sono i <strong>legumi</strong>! <strong>Lenticchie, fagioli, fave, soia, piselli, ceci, cicerchie e lupini</strong>.<span id="more-1430"></span></p>
<p><em><strong>La storia</strong></em> &#8211; Durante il Medioevo, in Europa, erano il simbolo dell&#8217;alimentazione dei poveri, per i ricchi c&#8217;era invece la carne. Questo duplice binomio (ricchi-carne e poveri-legumi) è giunto così fino alla Seconda Guerra Mondiale e al successivo miracolo economico. Dagli anni &#8217;50 infatti la carne diventa alla portata di tutti. Cambiano le abitudini, gli stili di vita e la tavola segue l&#8217;andamento dei tempi: i legumi vengono accantonati, forse per accantonare il ricordo di una vita povera e faticosa, quella condotta fino ad allora nelle campagne; arriva il cibo confezionato, pronto, disponibile tutto l&#8217;anno ed ecco che ci dimentichiamo anche della stagionalità dei prodotti. E la carne è finalmente un piatto che tutti possono permettersi di mangiare, sempre più volte a settimana, giungendo alla vera esaltazione di essa negli anni &#8217;70. Poi, l&#8217;inversione di marcia, studi scientifici riscoprono le proprietà benefiche dei legumi.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/legumi2.jpg"><img class=" size-full wp-image-1432 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/legumi2.jpg" alt="legumi[2]" width="289" height="193" /><br />
</a></p>
<p><em><strong>Le proprietà</strong></em> &#8211; ricchi di<strong> proteine</strong>, soprattutto se associati ai cereali (ed ecco che la tradizione pre miracolo economico torna trionfante: pasta e fagioli, risi e bisi e tante ricette regionali che abbinano proprio i legumi ai cerali). Fonte naturale di <strong>sali minerali</strong> come ferro, potassio, fosforo e calcio; di fibre, di<strong> vitamine del gruppo B,</strong> <strong>poveri di grassi</strong> e ottimi alleati nel combattere i livelli di colesterolo del sangue. Alleati nel combattere il diabete di tipo 2 e nel mantenere la funzionalità della flora intestinale.</p>
<p>I terreni in cui vengono coltivati sono di fertilità medio-bassa, ciò significa che per i legumi vengono utilizzati terreni marginali, che necessitano di poche cure e difficili da lavorare con macchine agricole, e perciò più facilmente il <strong>percorso di coltivazione</strong> sarà <strong>biologico</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>essicazione</strong> del prodotto lo rende naturalmente <strong>disponibile 365 giorni all&#8217;anno</strong>.</p>
<p><em><strong>Prodotti tipici</strong></em> &#8211; La Toscana è leader nella produzione dei legumi, soprattutto nella produzione dei fagioli, famosi lo<strong> zolfino</strong> e il <strong>fagiolo di Sorana, il cannellino del Chianti e il cocco nano del Valdarno</strong>. E ancora <strong>il cece piccino del Chianti e il cece rosa del Pratomagno</strong>.</p>
<p>Essenziale perché sia un buon cibo è il <strong>metodo di produzione</strong>, nel rispetto dei riti della natura, con lo scarso utilizzo di sostanze chimiche e che sia interamente<strong> coltivato, lavorato e confezionato in Italia</strong>. In tal senso, garanzia di tutto ciò sono le piccole aziende che compiono per intero il ciclo produttivo, dalla lavorazione della terra al confezionamento del legume, alla <strong>etichettatura delle confezioni</strong>. (Capitolo importante quello dell&#8217;etichettatura dei prodotti alimentari, lo affronteremo a breve)e i <strong>prodotti a Km zero</strong>.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/Pasta-e-fagioli1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1433 aligncenter" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/Pasta-e-fagioli1-300x214.jpg" alt="Pasta-e-fagioli[1]" width="300" height="214" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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