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	<title>overthesky.it &#187; Expo 2015</title>
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		<title>Dieci minuti per presentare Signa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 16:21:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.                       [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.  <span id="more-1762"></span>                                                                                                           C’è il passato, con la sua lunga tradizione artigiana della paglia, fino ai primi anni del Novecento motore economico di Signa e del suo territorio, come documentato al Museo della Paglia. Ci sono la storia e la cultura, con le chiese e le manifestazioni storiche che ancora vivono. E ci sono le potenzialità del presente, con le piste ciclabili lungo l’Arno e l’esperienza del parco dei Renai, “biglietto da visita di Signa, un comune molto attento al benessere della propria comunità”, come ha spiegato il consigliere regionale Paolo Bambagioni, già sindaco di Signa, che ha preso parte alla presentazione.</p>
<p>Il video attuale, realizzato da Elena e Fabrizio Vignali, è lo sviluppo di quello presentato all’Expo 2015 dal 17 al 20 settembre 2015. Si inserisce nel percorso di valorizzazione della rete toscana del buon vivere all’area aperta, cui hanno aderito, con Signa, diversi comuni toscani come San Gimignano, Volterra, Carmignano. “L’esperienza del Comune di Signa con la sua partecipazione ad Expo 2015 rappresenta un percorso virtuoso da riproporre e sostenere”, ha detto Bambagioni. “L’attività di promozione turistica è sempre stata coltivata a Signa. Saper usare le opportunità che il mercato globale ci offre in termini comunicativi e promozionali è la sfida che dobbiamo raccogliere – prosegue Bambagioni – sia per valorizzare il nostro territorio sia per favorire il turismo e l’occupazione. Una sfida che Signa dovrà giocarsi nello sviluppo della città metropolitana fiorentina”.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti il sindaco di Signa Alessandro Cristianini e Sara Ambra, vicesindaco e assessore al turismo e alla promozione, che ha seguito a fondo la realizzazione del video.</p>
<p>Guarda il video:<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10" target="_blank"> https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10</a></span></p>
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		<title>Come scegliere le uova migliori. Codici, categorie e modalità di conservazione del cibo più consumato al mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 05:23:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino-  Le uova. Un cibo planetario: in tutto il mondo ne vengono consumate ogni giorno più di 3,5 miliardi. In Italia si stimano circa 250 uova pro-capite all&#8217;anno. Gli abitanti di tutto il Pianeta consumano le uova, questo è dovuto sopratutto alla loro straordinaria versatilità. Sono alleati indispensabili per una varietà infinita di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em>-  Le uova. Un <strong>cibo planetario</strong>: in tutto il mondo ne vengono consumate <strong>ogni giorno più di 3,5 miliardi</strong>. In Italia si stimano circa<strong> 250 uova pro-capite all&#8217;anno</strong>. Gli abitanti di tutto il Pianeta consumano le uova, questo è dovuto sopratutto alla loro <strong>straordinaria versatilità</strong>. Sono alleati indispensabili per una varietà infinita di ricette tradizionali o più sperimentali; ingredienti basilari per primi piatti, secondi, dolci, e da sole.<span id="more-1629"></span></p>
<p>Le proprietà delle uova per il nostro organismo sono irrinunciabili. Esse sono infatti una <strong>fonte di proteine</strong> ad alto valore biologico e di facile assimilazione. Circa il 12% del peso di uovo è costituito da proteine. L&#8217;unico rischio nel consumarne troppe è l&#8217;eccesso di colesterolo, infatti un uovo medio contiene circa 250 mg di <strong>colesterolo</strong>.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Una legislazione ferrea e precisa</span></h5>
<p>Ci sono, per fortuna, delle <strong>rigide norme per la commercializzazione</strong> delle uova. il Decreto 11 Dicembre 2009 pubblicato sulla G.U. n° 111 del 14 Maggio 2010, ai sensi del regolamento CE 1234/07 e 589/08 legista attraverso 17 articoli il processo di commercializzazione di questo alimento così capillarmente diffuso e largamente consumato.</p>
<p>In primo luogo occorre precisare che vengono <strong>esonerate dall’applicazione</strong> del provvedimento <strong>le uova vendute direttamente dal produttore al consumatore</strong> nel luogo di produzione o nell’ambito della regione di produzione, in un mercato locale o nella vendita porta a porta (vedi art. 2). <em>Conditio</em> <em>sine qua non</em> per consumare le uova del contadino è conoscere a fondo il metodo e la qualità di allevamento delle galline.</p>
<p>Per tutte le altre uova le regole sono precise e sono riportate <em>in primis</em> in quel lungo codice stampato su ogni guscio. Dunque è compito del consumatore essere a conoscenza dell&#8217;importante significato di quel codice per comprare e portare in tavola <strong>solo uova di ottima qualità</strong>. Per una questione di <strong>gusto</strong> e per una questione di <strong>salute</strong>.</p>
<p>Oltre al<strong> codice</strong> sono importanti anche le <strong>diciture</strong> e <strong>categorizzazioni</strong> riportate sulla confezione, ma procediamo per gradi iniziando dal codice stampato sul guscio.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>0 IT 017 FI 567 V5</strong></p>
<h6><strong>0 = da allevamento biologico</strong><br />
<strong>1 = da allevamento all’aperto</strong><br />
<strong>2 = da allevamento a terra, in recinti</strong><br />
<strong>3 = da allevamento in gabbia</strong></h6>
<h6><strong>IT = stato</strong><br />
<strong>017 = codice istat del comune</strong><br />
<strong>FI = provincia</strong><br />
<strong>567 = codice del luogo d’allevamento</strong><br />
<strong>V3 = codice del gruppo di galline depositarie</strong></h6>
<hr />
<ul>
<li>
<h6>extra fresco = restano in commercio fino al 9° giorno dalla deposizione dell&#8217;uovo</h6>
</li>
<li>
<h6>fresco = restano in commercio entro 28 giorni dalla deposizione dell&#8217;uovo</h6>
</li>
</ul>
<hr />
<ul>
<li>
<h6>XL = uova grandissime, oltre 73 gr.</h6>
</li>
<li>
<h6>L = uva grandi, comprese tra 63 3 72 gr.</h6>
</li>
<li>
<h6>M = uova medie, tra 53 e 62 gr.</h6>
</li>
<li>
<h6>S = uova piccole, inferiori a 52 gr.</h6>
<hr />
</li>
<li>
<h6> A-extra = confezionate appena deposte, possono essere consumate anche crude</h6>
</li>
<li>
<h6>A = uova fresche</h6>
</li>
<li>
<h6>B = uova di seconda qualità</h6>
</li>
<li>
<h6>C = uova destinate all&#8217;utilizzo industriale.</h6>
</li>
</ul>
<hr />
<p>L&#8217; articolo 7 chiarisce che le uova devono essere<strong> ritirate dal commercio sette giorni prima del termine minimo di conservazione indicato sull’imballaggio. </strong></p>
<p>Dal 2012 l&#8217;Unione Europea ha <strong>vietato l&#8217;allevamento in gabbia o in batteria,</strong> uova con il codice 3 non dovrebbero esistere in commercio.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Rapporto qualità-prezzo</span></h5>
<p><strong>Il costo</strong> delle uova di categoria O, cioè biologiche è di poco superiore rispetto alle altre, siamo nei termini di <strong>2 o 3 centesimi in più ad uovo</strong>. Una gallina che depone uova di categorie 0 vive libera, fino a circa cinque anni, depone tra le 150 e 200 uova all&#8217;anno; a differenza una gallina che produce uova di categoria inferiore (superiore il numero, da 1 a 3) vive molto meno in termini di tempo e convive in un metro quadrato con altre 20-25 sue simili, illuminate da luce artificiale e spesso senza il proprio becco (per evitare ferimenti e cannibalismo), tali condizioni rendono ovviamente scarse le uova che depone.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Come conservare e consumare le uova</span></h5>
<p>Il miglior confezionamento è quello <strong>nel cartone</strong>, che permette all&#8217;uovo di &#8220;respirare&#8221; evitando al formazione della condensa. Le uova vanno <strong>conservate in frigorifero, nella parte alta</strong>. Al supermercato sono sugli scaffali non refrigerati per evitare che durante il trasporto a casa lo shock termico che si attuerebbe togliendole dal frigorifero rompa la pellicola protettiva che riveste il guscio. Tale <strong>pellicola evita che gli agenti patogeni entrino all&#8217;interno del guscio</strong>; ecco perché l&#8217;uovo <strong>non deve essere lavato</strong>, né dal produttore né dal consumatore. Garanzia in più della buono stato di allevamento delle galline: pur non potendo essere lavate le uova devono risultare comunque <strong>pulite e libere dalle feci delle galline</strong>, ciò denota un buon allevamento, l&#8217;uovo sporco è infatti indice di cattive condizioni delle galline.</p>
<p>Sulla digeribilità o meno delle uova si è molto discusso e questo è dovuto alle due parti che lo compongono. Essendo <strong>il tuorlo più digeribile crudo e al contrario l&#8217;albume più digeribile cotto</strong> è la maestria nel cuocerlo che rende l&#8217;uovo digeribile. In base a queste caratteristiche la migliore preparazione è <strong>alla coque</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allarmismo alimentare o reale pericolo per la salute? Riflessioni di Valore Cibo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 16:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Valore Cibo si interroga sulla recente tendenza dei media a &#8220;smascherare il peggior cibo killer del momento&#8221;, cibo inquinato, velenoso, altamente dannoso per la nostra salute. di Sofia Porcino &#8211; La bolla è scoppiata con l&#8217;ultimo studio dell’OMS sulle carni rosse e lavorate, sulla loro alta responsabilità nel provocare il tumore negli umani, in particolare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>Valore Cibo si interroga sulla recente tendenza dei media a &#8220;smascherare il peggior cibo killer del momento&#8221;, cibo inquinato, velenoso, altamente dannoso per la nostra salute.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; La bolla è scoppiata con l&#8217;ultimo studio dell’OMS sulle <strong>carni rosse e lavorate</strong>, sulla loro alta responsabilità nel provocare il tumore negli umani, in particolare il <strong>tumore al colon</strong>. A tal proposito il nostro Ministro della Salute Lorenzin è intervenuta sottolineando la <strong>necessità di non creare allarmismi, </strong>anche in virtù del fatto che lo studio completo non è ancora pronto e che lo sarà soltanto a metà 2016. Il presidente Mattarella ha invece richiamato l&#8217;attenzione sul lavoro dei media, ricordando l’importanza di dare notizie “&#8230;chiare, corrette e misurate. Da qui si comprende il ruolo fondamentale dei media, anche loro chiamati a una grande responsabilità.” Niente allarmismi, dunque. Ma <strong>l’allarmismo è una tendenza che pare essere di moda ultimamente</strong>, soprattutto in campo alimentare.<span id="more-1712"></span></p>
<p>Fino a qualche anno fa si parlava di <strong>cibo spazzatura</strong> per riferirsi a quegli alimenti provenienti perlopiù da oltreoceano che hanno avuto un grande successo nel nostro paese a partire dalla metà degli anni ’90: <em>hot dog</em>, <em>hamburger</em>, patatine fritte, salse unte che li accompagnano, bevande zuccherate e gassate. Il dito è stato molto tempo puntato contro questa ristretta cerchia di prodotti. Rincuorante la loro ristrettezza e la loro lontananza dalle nostre abitudini alimentari.<br />
Contraltare sano era la sana <strong>cucina mediterranea,</strong> che affonda le radici nelle antiche tradizioni contadine italiane. Anni, quelli della lotta al cibo spazzatura, che hanno visto rinascere i piatti della tradizione povera, eletti a paladini del cibo salutare. Contro i mostri che uscivano a nastro continuo dalle nefaste cucine dei <em>fast food</em>, fucine infaticabili di “schifezze” piene di grassi, zuccheri, conservanti e olii fritti e rifritti si sono battute intere schiere di salutisti convinti. Lotta ai <em>fast food</em>, in nome della salute umana, ma tinta da poco ben mascherati ideali politici che combattevano il temuto mostro della globalizzazione.</p>
<p><strong>Oggi</strong> siamo davanti ad una <strong>variazione di tendenza</strong>: oggi sembra andare di moda la corsa a chi “smaschera” <strong>il prodotto più responsabile delle peggiori malattie</strong> e a turno si addita un cibo piuttosto che l’altro.</p>
<p>Nel periodo dell&#8217;eco-scandalo in Campania che riguardava lo smaltimento dei rifiuti gestito dalla malavita era il turno della mozzarella di bufala. I terreni inquinati dal non corretto smaltimento dei rifiuti erano i responsabili di un inquinamento a catena che, passando dagli animali arrivava al prodotto finito, la <strong>mozzarella di bufala</strong>, appunto. Oggi da quel fronte tutto tace. Già risolta la questione? O notizia ormai superata?</p>
<p><strong>La carne</strong>, soprattutto quella <strong>rossa e lavorata</strong>, è al centro di una feroce campagna contro i cibi cancerogeni, che sarebbero i principali responsabili dei tumori. Tesi da tempo sostenuta dal professor Veronesi è oggi sostenuta anche dagli studi dell’OMS. Regina indiscussa dei nemici della salute sta lasciando la vetta del podio ad un altro diffusissimo prodotto alimentare. Notizia freschissima è infatti quella che riguarda il <strong>latte vaccino</strong>: sembrerebbe proprio lui il principale responsabile dei tumori.</p>
<p><strong>La verdura</strong>, come la povera mozzarella di bufala, <strong>è vittima dell’inquinamento</strong> delle falde acquifere e dei terreni coltivabili. Non recentissimo caso fu quello del radicchio trevigiano, anch’esso ritenuto una vera bomba chimica a causa degli scarichi inquinanti delle fabbriche dei territori limitrofi ai campi di coltivazione.</p>
<p><strong>Il pollame è pieno di ormoni</strong> che ne gonfiano il petto. <strong>Il pesce ricco di mercurio e altri metalli pesanti. </strong></p>
<p><strong>Farina, latte, sale e zucchero</strong>, che, ironia del destino, sono ingredienti alla base della nostra tradizione culinaria, sono chiamati i <strong>quattro veleni bianch</strong>i. Sia per i loro componenti intrinsechi che per le tecniche di lavorazione.</p>
<p>Allarmismo campato per aria, figlio del nostro tempo e indistintamente causa ed effetto della triste sensazione del secolo di essere continuamente sotto scacco o reale pericolo per la salute? Resta il fatto che la <strong>sensazione è proprio quella di essere inevitabilmente circondati da cibo spazzatura</strong>, che non si limita più soltanto a quella ristretta cerchia di prodotti “americani”, facilmente non consumabili evitando i <em>fast food</em>; il cibo spazzatura adesso è proprio quell’insieme di prodotti che sempre ha fatto parte della nostre tavole e che non è così facilmente evitabile. Insomma non c’è via di scampo: sembra di essere destinati ai prodotti cancerogeni, dannosi e pericolosi, costretti a consumarli, costretti &#8220;a decidere se morire di tumore o di fame&#8221; &#8211; come recita uno dei popolarissimi e sarcastici <em>post</em> usciti sui <em>social network</em> proprio a seguito dello studio sulle carni rosse e lavorate.</p>
<p>Viene da chiedersi cosa c’è dietro a questa pressante e continua campagna di &#8220;sensibilizzazione&#8221;, che più che tale sta assumendo i toni di un vero e proprio bombardamento mediatico atto a terrorizzare i consumatori.<br />
Niente di tutto ciò che abbiamo mangiato fino a ieri adesso va più bene; la farina, il latte, le uova, la frutta, il pesce, la carne, ecc&#8230;</p>
<p>Senza sminuire gli studi scientifici e gli effettivi scandali ecologici viene da chiedersi chi stia guadagnando da questa lotta al cibo inquinato e/o cancerogeno? Forse i grandi produttori di cibo biologico che con le etichette no ogm e bio hanno creato un mastodontico giro d&#8217;affari che frutta dollari suonanti ininterrottamente e che, visto l’allarmismo sociale diffuso, è da molti considerata l’unica ancora di salvezza per la nostra salute minacciata vigliaccamente dai nostri cari prodotti tradizionali?</p>
<p>Sarà poi così bio e no ogm tutto ciò che viene presentato come tale?</p>
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		<title>Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua. Numeri da capogiro.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 13:42:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi un miliardo di persone nel mondo non ha accesso all&#8217;acqua potabile, chi invece lo possiede lo paga salatissimo! di Sofia Porcino &#8211; Nella settimana dell&#8217;acqua molte le iniziative, i congressi e le attività mondiali che celebrano questo bene imprescindibile per la sopravvivenza dell&#8217;uomo e dell&#8217;ecosistema intero. Molti anche gli spunti di riflessione e innovazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Quasi un miliardo di persone nel mondo non ha accesso all&#8217;acqua potabile, chi invece lo possiede lo paga salatissimo!</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Nella settimana dell&#8217;acqua molte le iniziative, i congressi e le attività mondiali che celebrano questo bene imprescindibile per la sopravvivenza dell&#8217;uomo e dell&#8217;ecosistema intero. Molti anche gli spunti di riflessione e innovazione per poter rendere potabili maggiori quantitativi di acqua. La popolazione aumenta e con essa anche la richiesta di acqua potabile.<span id="more-1563"></span></p>
<p>Ma come al solito il problema non è Madre Natura, ma l&#8217;uomo stesso. Causa dei suoi mali e vittima delle proprie scellerate speculazioni. In un mondo dove niente è equamente distribuito, se non la malvagità umana, anche l&#8217;accesso all acqua potabile è oggetto di forti discriminazioni geografiche. È infatti un bene negato ad un ampia fetta di popolazione, che vive principalmente nelle aree rurali delle regioni più povere del Mondo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>L&#8217;acqua nel Mondo &#8230;</em></span></p>
<p>Si calcola che ad oggi <strong>748 milioni di persone vivono senza l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile</strong>, <strong>30 mila persone muoiono ogni giorno per la totale mancanza di acqua</strong> e circa <strong>2,2 milioni di decessi</strong> sono dovuti alle <strong>malattie legate all&#8217;utilizzo di acqua non sicura</strong>; secondo i dati dell&#8217;Unicef sono <strong>1000 i bambini che ogni giorno muoiono a causa di queste contaminazioni</strong>. E nei luoghi dove, scalzi, si cammina per ore per portare a casa pesanti taniche di acque, a mancare non è la possibilità di rendere più fruibile l&#8217;acqua potabile, ma la volontà di farlo, dato che, con molta probabilità, l&#8217;area non è sufficientemente redditizia in termini di <em>business</em>.</p>
<p>E la mancanza di acqua potabile ha come diretta conseguenza, oltre alle morti per disidratazione, l&#8217;impossibilità di usufruire dei servizi igienici e di avere una basilare igiene personale. Secondo il rapporto dell&#8217;Unicef e dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) <em>Progress on Sanitation and drinking-water 2013 </em>nel 2015, oggi, <strong>2 miliardi e mezzo di persone</strong> &#8211; un terzo della popolazione mondiale &#8211; <strong>non hanno accesso a servizi igienici adeguati</strong>, ciò significa che non hanno gabinetti e fogne, defecano all&#8217;aperto o in servizi pubblici che non rispettano i requisiti sanitari minimi. Tutto ciò avviene maggiormente nelle aree rurali, molto discriminate rispetto a quelle urbane.</p>
<p>In questo terrificante panorama un <strong>dato positivo</strong> c&#8217;è: <strong>dal 1990</strong> le persone che usufruiscono di servizi igienico-sanitari adeguati sono <strong>1,9 miliardi in più</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #0000ff;"><em>&#8230; per il futuro</em></span></p>
<p>Il dato allarmante invece è che, secondo le stime dell&#8217;ONU, senza un progetto mondiale condiviso e rispettato <strong>nel 2030 si arriverà ad una perdita del 40% delle risorse idriche</strong>, vivere in zone a forte stress idrico è sempre stata considerata una prerogativa delle Sud del mondo, in futuro potrebbe diventarlo anche di aree considerate economicamente avanzate. Sempre secondo studi ONU se per 5 anni fossero investiti 107 miliardi di dollari ogni anni si risolverebbero i problemi di accesso all&#8217;acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari in ogni parte del mondo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>l&#8217;intervento di Papa Francesco &#8230;</em></span></p>
<p>Domenica 22 marzo 2015, Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua, promossa dall&#8217;ONU, anche Papa Francesco ha fatto la sua parte con un accorato appello ai leader di tutto il mondo, affinché ci si adoperi per una gestione sostenibile di questo bene e per eliminare le forti discriminazioni in termini di accesso all&#8217;acqua potabile e ai servizi igienici che ne conseguono. &#8220;<em>L&#8217;acqua è l&#8217;elemento più essenziale per la vita e dalla nostra capacità di custodirlo e di condividerlo dipende il futuro dell&#8217;umanità. (&#8230;) Incoraggio pertanto la comunità internazionale a vigilare affinché le acque del Pianeta siano adeguatamente protette e nessuno sia escluso o discriminato nell&#8217;uso di questo bene, che è un bene comune per eccellenza</em>.&#8221; Queste le sue parole durante l&#8217;Angelus.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #0000ff;"><em>&#8230; la situazione in Italia.</em></span></p>
<p>Nelle aree dove invece gli impianti esistono e dove l acqua potabile arriva a domicilio, disponibile da ogni rubinetto, l&#8217;acqua si paga cara, sempre più cara. Secondo il centro studi di Confartigianato, dal 2004 al 2014, <strong>le tariffe dell&#8217;acqua sono aumentate in media del 95,8%.</strong> Ogni famiglia italiana ha speso circa 355 euro annui per la bolletta dell&#8217;acqua, <strong>Firenze è in testa a questa triste classifica</strong>, con 563 euro di costi a famiglia (dati Cittadinanzattiva). l&#8217;Italia ha registrato un aumento triplo rispetto alle altre nazioni dell&#8217;UE.</p>
<p>Anche le perdite sono aumentate, precisamente del 3%, fra impianti fatiscenti, vecchi, pieni di buchi e furti, <strong>l&#8217;acqua persa è il 37% di quella immessa nelle tubature.</strong></p>
<p>L&#8217;acqua è un bene di tutti, è la risposta che la natura offre ai bisogni primario di nutrirsi e di essere puliti e sani. È di tutti e nessuno dovrebbe permettersi di lucrare con essa. I numeri invece di chi non ha a disposizione l&#8217;acqua e di quanto la paga chi invece ne ha l&#8217;accesso sono da capogiro!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>8 buone abitudini per liberarsi del sovrappeso, fin da piccoli.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 12:42:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino -reportage 1/2015 sul fenomeno del sovrappeso e dell&#8217;obesità infantili in Italia. Obesità infantile: leggero calo tra i bambini di 8-9 anni I dati forniti dal sistema di sorveglianza Okkio alla Salute evidenziano un lieve calo di bambini tra gli 8 e i 9 anni obesi o in sovrappeso. Nonostante il dato incoraggiante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino -</em>reportage 1/2015 sul fenomeno del sovrappeso e dell&#8217;obesità infantili in Italia.</p>
<h6>Obesità infantile: leggero calo tra i bambini di 8-9 anni</h6>
<p>I dati forniti dal sistema di sorveglianza Okkio alla Salute evidenziano un<strong> lieve calo di bambini tra gli 8 e i 9 anni obesi o in sovrappeso.</strong> Nonostante il dato incoraggiante permangono <strong>alti i livelli di eccesso ponderale in Italia</strong>; che si colloca ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile.</p>
<p><span id="more-1452"></span></p>
<h6>I dati 2014</h6>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Prevalenze, percentuali e Regioni:</em></span><br />
i bambini in sovrappeso sono il <strong>20,9%</strong> (23,2% nel 2008)<br />
i bambini obesi sono il <strong>9,8%</strong> (12% nel 2008)<br />
maggiormente concentrati nelle aree del <strong>centro</strong> e del <strong>sud</strong><br />
<span style="text-decoration: underline;"><em>Le abitudini alimentari sono così registrate:</em></span><br />
l<strong>’8%</strong> salta la prima colazione,<br />
il <strong>31%</strong> fa una colazione sbilanciata in termini di carboidrati e proteine,<br />
il <strong>25%</strong> dei genitori ritiene che i propri figli consumino poca frutta e verdura<br />
<span style="text-decoration: underline;"><em>Lo stile di vita è così monitorato:</em></span><br />
il <strong>42% </strong>ha la tv nella propria camera,<br />
il <strong>35%</strong> trascorre davanti alla tv/videogiochi più di due ore al giorno,  <strong>solo 1 bambino su 4</strong> si reca a scuola a piedi.</p>
<h6>Strategie nazionali per la prevenzione</h6>
<p>Molti sono gli organi impegnati nella <strong>prevenzione</strong> e nel <strong>contrasto</strong> di tali fenomeni. Il Ministero della Salute, attraverso il CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie), l’Istituto Sanitario di Sanità, le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali, operano, in collaborazione con le scuole, al fine di <strong>diffondere i corretti stili di vita e le sane abitudini alimentari.</strong><br />
Il programma nazionale “Guadagnare Salute” agisce proprio in questo senso: intervenire efficacemente<strong> per modificare i comportamenti e le abitudini non salutari, far aumentare la consapevolezza dei genitori rispetto al corretto stato ponderale dei figli</strong> e far comprendere come l’<strong>attività fisica</strong> e l’<strong>alimentazione</strong> influiscono su di esso.<br />
Okkio alla Salute è l’organo preposto al monitoraggio della situazione nazionale.<br />
<strong>La scuola</strong> è il luogo dal quale si cerca di far entrare in azione questo meccanismo di contrasto del sovrappeso. Sede dell’educazione non può prescindere dall’<strong>educare</strong>, prima di tutto, <strong>al corretto stile di vita</strong>, in vista di una vita da adulto libero dagli effetti negativi dell’obesità. Malattie cardiovascolari in primis.<br />
Dal 1980 ad oggi i casi di sovrappeso e obesità infantile sono triplicati. Aumento dovuto al cambiamento della società che vede le persone sempre più impegnate in lavori non di fatica, l’uso più diffuso dell’auto per gli spostamenti, anche brevi, l’introduzione di tecnologie avanzate che dispensano l’uomo dai lavori pesanti e che cambiano l’attività ludica dei più piccoli, sostituendo i giochi di movimento diretto con i videogiochi. Inoltre l’arrivo e la diffusione dei cibi confezionati, a lunga scadenza, già pronti e resi molto appetitosi da grassi e zuccheri.</p>
<h6>Connotazioni psicologiche del cibo</h6>
<p>Il cibo rappresenta fin dai primi istanti di vita il veicolo di <strong>soddisfazione del piacere,</strong> sia <strong>psicologico</strong>, fornito dal calore dell’abbraccio materno durante l’allattamento, sia <strong>fisiologico</strong>, in termini di sazietà.<br />
Il rapporto con il cibo è pertanto altamente influenzabile dallo stato psicologico dell’individuo, che, rifiutandolo o consumandone eccessivamente, cerca un bilanciamento psicofisico che non trova nella sua mente.<br />
Altrettanto influenti sono le appartenenze sociali e il grado di consapevolezza che viene trasmesso fin da piccoli sull’importanza del cibo sano.<br />
Basilare per una equilibrata costruzione del rapporto con il cibo è il <strong>valore simbolico</strong> ad esso attribuito durante l’<strong>educazione in famiglia.</strong> Con i propri gesti e l’introduzione del cibo nell’educazione i genitori affidano, spesso inconsapevolmente, un ruolo diverso da quello di nutrimento. Nel popolarissimo saggio “Il segreto dei bambini felici” di Steve Biddulph, l’autore spiega come sia negativo far cessare un capriccio del bambino offrendogli del cibo, spesso una merendina. O di come bisognerebbe evitare di utilizzare <strong>il cibo come merce di scambio</strong> “Se mi rendi il telefono ti porto un cioccolatino”; o di offrirlo <strong>come ricompensa</strong> “Se fai il bravo puoi mangiare le patatine fritte”.</p>
<p>Ecco la rilevanza della corretta alimentazione e della corretta connotazione del cibo fin dal grembo materno.<br />
L’attenzione verso i più piccoli è in vista dell’adulto che sarà, perché l’impronta data fin dalla gravidanza ha effetti sull’adulto di domani.</p>
<p><em><strong>Scarica la versione pdf, con molte curiosità, immagini e un&#8217;impaginazione più accattivante. Inoltre le 8 buone abitudini per liberarsi dal sovrappeso, fin da piccoli!</strong></em></p>
<p><span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/dati-2014-Okkio-alla-Salute.pages">dati 2014 Okkio alla Salute</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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