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	<title>overthesky.it &#187; Valore Solidarietà</title>
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		<title>Abbasso i bulli, viva gli amici. Intervista alla Dott.ssa Sara Strufaldi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 17:08:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia, secondo la ricerca del 2015 del Telefono Azzurro, il 15,9% dei ragazzi è vittima di bullismo, il 23% di questi non ne ha parlato con nessuno. La fascia più a rischio è la preadolescenza. La percentuale di vittime è paritaria nei maschi e nelle femmine. I maggiori casi di bullismo si registrano nelle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>In Italia, secondo la ricerca del 2015 del Telefono Azzurro, il 15,9% dei ragazzi è vittima di bullismo, il 23% di questi non ne ha parlato con nessuno. La fascia più a rischio è la preadolescenza. La percentuale di vittime è paritaria nei maschi e nelle femmine. I maggiori casi di bullismo si registrano nelle aree del Nord (41% dei casi gestiti), seguono il Sud e le Isole (30,6%), minore l’incidenza al Centro (28,4%).</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Il bullismo si compie negli ambienti quotidianamente frequentati dai ragazzi: <strong>scuola, centri sportivi, aree di quartiere e nello spazio virtuale dei social-network</strong> (cyberbullismo).<br />
Ma cosa è il bullismo? “<em>…è un’<strong>oppressione fisica e/o psicologica</strong> (vittimizzazione), <strong>ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona</strong> (bullo &#8211; o da un gruppo di persone più potenti e/o popolari nei confronti di un’altra persona percepita come più debole (vittima).</em>” (Telefono azzurro, <em>Dossier sul bullismo</em>, 1 luglio-31 dicembre 2015.)</p>
<p><span id="more-1773"></span>Il termine si riferisce dunque ad un <strong>comportamento intenzionale e ripetuto nel tempo</strong>. Di fondamentale importanza che tali caratteristiche si verifichino al fine di non confondere litigi o altri screzi categorizzandoli come atti bullismo anche se essi non sono.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-3.jpg"><img class="  wp-image-1767 alignnone" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-3-300x200.jpg" alt="STUDIO 20ENNALE CERTIFICA DANNI BULLISMO, DEPRESSIONE E ANSIA" width="347" height="231" /></a></p>
<p>Affrontiamo il tema con la Dott.ssa Sara Strufaldi</p>
<p><span style="color: #3366ff;">1- Quali sono le cause del bullismo?</span><br />
Comportamenti di prevaricazione sono il <strong>sintomo di un disagio personale che non trova gli strumenti per manifestarsi e superarsi.</strong> Stili genitoriali carenti e/o inadeguati e soprattutto l’uso del potere che si esercita in famiglia, insieme a cause di tipo sociale come alcolismo o abuso di altre sostanze, aumentano le probabilità del bambino di essere bullo o vittima. <strong>Dinamiche familiari che si incrociano con quelle sociali del gruppo</strong>.</p>
<p>Si evidenzia come i fattori di rischio antecedenti siano gli stessi per quelli che saranno vittime o bulli. Di fatto è il disagio che sta alla base della relazione tra bullo e vittima. <strong>Il temperamento del bambino</strong> gioca un ruolo decisivo nel ruolo che egli occupa in questa relazione.</p>
<p>Dunque <strong>anche le vittime registrano gli stessi problemi del bullo:</strong> hanno le stesse necessità di essere educati all’empatia e al riconoscimento delle emozioni proprie ed altrui, di essere educati all’assertività, cioè alla dichiarazione delle proprie intenzioni non attraverso la violenza ma attraverso il dialogo, il contatto oculare, il linguaggio del corpo; hanno la necessità che le proprie capacità siano incoraggiate dai genitori e dagli educatori al fine di aumentare la loro autostima.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">2- Quale è il compito delle famiglie?</span><br />
La famiglia è il primo luogo dove <strong>si deve incoraggiare la cooperazione e la coesione con gli altri</strong>,  dove si dovrebbe<strong> insegnare a gestire i conflitti e le frustrazioni escludendo da questo processo la violenza e la prevaricazione.</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">3- Quale dovrebbe essere il ruolo della famiglia del bullo una volta denunciato il ruolo attivo del figlio nel bullismo?</span><br />
Non solo le vittime subiscono conseguenze, anche i bulli ne vivono: c<strong>alo nel rendimento scolastico, difficoltà relazionale, condotta non esemplare, difficoltà nel seguire le regole</strong> &#8211; nel tempo può arrivare a comportamenti antisociali, atti aggressivi o violenti in famiglia o sul lavoro. <strong>Nel 25% dei casi i ragazzi che hanno assunto il ruolo di bulli avranno precedenti penali prima dei 30 anni.</strong></p>
<p>Il ruolo dei genitori del bullo è simile a quello delle vittime: l’educazione attraverso l’osservazione e l’ascolto del figlio sono centrali sia antecedentemente al perpetuarsi del bullismo sia dopo la denuncia del comportamento prevaricatore messo in atto nei confronti dell’amico/conoscente. <strong>Il bullo non va assecondato, né giustificato.</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">.<a style="color: #0000ff;" href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-verbale-1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1774 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-verbale-1-300x199.jpg" alt="bullismo-verbale-1" width="300" height="199" /></a>4- Come aiutare le vittime del bullismo a superare le negative conseguenze di aver subito determinati atti?                                            </span>Le conseguenze per le vittime possono essere gravi. Dal disagio iniziale che si manifesta attraverso <strong>malessere fisico e psicologico, riluttanza nell’andare a scuola, le conseguenze aumentano di intensità con il reiterarsi degli atti di bullismo</strong> fino ad arrivare alla<strong> svalutazione di sé e delle proprie capacità, insicurezza, disturbi psicologici come ansi e depressione</strong>. Le vittime del bullismo sono esposte al <strong>suicidio</strong> con una probabilità raddoppiata di metterlo in atto rispetto ai coetanei. Esse mettono in atto <strong>comportamenti autolesionisti e sono esposte all’abuso di sostanze stupefacenti come droga, alcol e sigarette.</strong></p>
<p>Per aiutare le vittime a superare la vittimizzazione e a riacquistare la stima di sé sia in famiglia che a scuola bisogna far passare loro il messaggio che devono <strong>parlare subito, senza vergognarsi di ciò che sta accadendo perché se ciò avviene la colpa non è loro</strong>. Un bullo è più difficilmente attacca chi ha parlato con gli atri compagni o con gli adulti. <strong>Evitare che la persona presa di mira si isoli dal gruppo dei pari</strong>.</p>
<p>Quello su cui fa leva il bullo è proprio la paura della vittima, se quest’ultima riesce a rispondere agli attacchi, ad esempio con autoironia alle provocazioni, aumentano le possibilità che il bullo cessi di esercitare violenza.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">5- Come arrestare in tempo il perpetuarsi di atti di bullismo prima che si giunga al tragico epilogo del suicidio?</span><br />
Di fondamentale importanza è <strong>il ruolo degli adulti, sia a scuola che in famiglia</strong>. Un insegnante o un genitore attento alle dinamiche dei rapporti tra ragazzi e alle reazioni insolite degli stessi possono salvare una situazione pronta a degenerare ed intensificarsi nel tempo. Interrompere tempestivamente la prevaricazione attraverso <strong>la certezza di una punizione efficace per il bullo</strong>.</p>
<p>Fondamentale è anche il dialogo tra la scuola e la famiglia, affinché<strong> le vittime trovino la sicurezza e il coraggio di esporre il problema e uscire dal silenzio, compresi, sostenuti dall’adulto attento e autorevole.</strong><br />
Molto importante è <strong>dare informazioni e parlare al gruppo nella sua totalità</strong> in quanto il bullo non è motivato al cambiamento, per lui la violenza è un mezzo per arrivare a un fine e non è percepita come un problema.<br />
Attraverso <strong>l’educazione al rispetto, al dialogo e alla consapevolezza delle emozioni proprie ed altrui,</strong> coinvolgendo classi, genitori e insegnanti si può promuovere una prevenzione più duratura ed efficace.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/images.jpeg"><img class="  wp-image-1775 aligncenter" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/images-300x150.jpeg" alt="images" width="350" height="175" /></a></p>
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		<title>Nuovi pannelli antirumore sul Ponte all&#8217;Indiano.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 16:40:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«La barriera – ha spiegato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – ha lo scopo di mitigare l’impatto acustico per i palazzi vicini al Ponte all’Indiano, in particolare di quanti abitano nella zona di via Gentileschi». di Sofia Porcino &#8211; I pannelli antirumore sul Ponte all’Indiano, realizzati grazie ad un investimento da parte dell’amministrazione comunale di circa 247mila [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>«<em>La barriera</em> – ha spiegato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – <em>ha lo scopo di mitigare l’impatto acustico per i palazzi vicini al Ponte all’Indiano, in particolare di quanti abitano nella zona di via Gentileschi</em>».</h6>
<p><em><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/02/t_20160202134736751.jpg"><img class=" size-full wp-image-1741 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/02/t_20160202134736751.jpg" alt="t_20160202134736751" width="160" height="179" /></a>di Sofia Porcino</em> &#8211; I pannelli antirumore sul Ponte all’Indiano, realizzati grazie ad un investimento da parte dell’amministrazione comunale di circa 247mila euro, costituiscono un muro  silenziatore fisso.<br />
I pannelli, montati nelle vicinanze della rampa d’accesso al Ponte, hanno un’altezza di tre metri rispetto al livello stradale e una lunghezza di un metro e mezzo. In lamiera in alluminio e fibra minerale, sono sostenuti da una struttura portante in acciaio. <span id="more-1739"></span>Inoltre si è provveduto a sostituire la barriera di sicurezza stradale di contenimento. Per poter consentire un corretto deflusso dell’acqua piovana sono state installate una canaletta di raccolta in calcestruzzo prefabbricato e relativa tubazione collegata alla fognatura.<br />
Il progetto è stato integrato con lo spostamento dell’impianto di illuminazione pubblica.</p>
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		<title>Isis: scacco matto all&#8217;Occidente</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 09:17:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’estremismo islamico paralizza una flebile consapevolezza europea, volta all’inarrestabile declino. di Sofia Porcino &#8211; Siamo dunque corresponsabili della distruzione che seminano i fondamentalisti islamici nelle nostre città, roccaforti di libertà e democrazia? Il nostro atteggiamento permissivista e giustificazionista è di aiuto ai kamikaze tagliagole? La storia dell’umanità è costellata da mondiali guerre che hanno spaventato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>L’estremismo islamico paralizza una flebile consapevolezza europea, volta all’inarrestabile declino.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Siamo dunque corresponsabili della distruzione che seminano i fondamentalisti islamici nelle nostre città, roccaforti di libertà e democrazia? Il nostro atteggiamento permissivista e giustificazionista è di aiuto ai kamikaze tagliagole?</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span id="more-1718"></span><span style="color: #2b2b2b; line-height: 1.5;">La storia dell’umanità è costellata da mondiali guerre che hanno spaventato intere generazioni di popoli più meno direttamente coinvolti: La Guerra dei Trent’anni, la Guerra dei Cento Anni, le Crociate, la </span><em style="color: #2b2b2b; line-height: 1.5;">Conquista</em><span style="color: #2b2b2b; line-height: 1.5;"> e </span><em style="color: #2b2b2b; line-height: 1.5;">Reconquista</em><span style="color: #2b2b2b; line-height: 1.5;">, le guerre di colonizzazione in Africa e America Latina, le due Guerre Mondiali, la Guerra Fredda. Conflitti più o meno lontani nel tempo e nello spazio, combattuti con mezzi e strategie propri dell’epoca. Conflitti di potere politico, religioso, territoriale. Grandi schieramenti che hanno caratterizzato epoche e influenzato vite, fatto scrivere penne, parlare pensatori, agire strateghi, morire soldati e civili.</span></span></p>
<p>Nessuno escluso, le guerre si sono combattute con massacri e violenza. La questione non sta nel rintracciare chi sia il più crudele, il più giusto.</p>
<p>Oggi è la volta della lotta tra Occidente e Medioriente, lotta tra cristiani e islamici; o meglio, è la volta della <em>jihad</em>, la lotta degli islamici contro i non islamici, la loro guerra santa.<br />
Un conflitto che può essere vestito di panni diversi. Dei tanti volti che può assumere si può sottolineare la lotta ideologica e religiosa, la contrapposizione di culture, o si può andare oltre la spaventosa apparenza e intravedere dietro a questa serie di attentati e spietati video dei tagliagole in nome di Allah l’ennesimo tira e molla politico/economico messo a punto da pochi abili potenti che, destreggiandosi con astuzia tra le pieghe dell’attuale momento storico, serpeggiano tra fila di disperati arruolandoli e invasandoli in nome di ciò che più fa leva: la regione; per muoverli a loro favore.</p>
<p>Spunto per ridicoli e sterili dibattiti politici che nel nostro Paese vedono ancora contrapporsi destra e sinistra, in un nostalgico dualismo del dopoguerra, gli attentati dei terroristi sono una minaccia reale, dalla quale i cittadini hanno diritto e necessità di essere difesi.<br />
Di fatto le città dell’occidentali sono sotto attacco: tutte possibili bersagli di attentati suicidi portati a termine da cellule terroristiche formate da giovanissimi islamici nati in Europa. Figli della prima generazione di migranti, senza grosse aspettative per il loro futuro in un occidente piegato dalla crisi economica, intravedono nelle fila dei terroristi una via per riuscire finalmente a sentirsi qualcuno nel mondo, qualcuno di importante, un servitore di Allah, appunto, un fedele servitore che compie il proprio dovere uccidendo i miscredenti; guadagnandosi così un posto in paradiso.<br />
Su questo fanno leva i potenti che necessitano di un crudele braccio armato per portare a termini i propri obiettivi economici e di potere, mascherati da ragioni ideologiche, religiose e culturali.</p>
<p>Qualunque sia la reale testa pensante del sedicente califfato dell’Isis, necessario ai fini della sicurezza e della salvaguardia nazionale studiare precise ed efficaci strategia di difesa.<br />
Noi da questo braccio armato dobbiamo difenderci, con la forza o no, ma dobbiamo difenderci. Non si può continuare a voltare lo sguardo e fare finta di non essere sotto attacco. La via della totale tolleranza è percorribile solo in momenti di pace, momenti in cui la sicurezza dei cittadini non è in pericolo. E in questo momento lo è, in pericolo.<br />
Salvaguardare il diritto di culto religioso, operare per una reale integrazione culturale non deve tapparci gli occhi; difenderci dal terrorismo della <em>jihad</em> è un nostro diritto e agendo in tal senso non lediamo l’identità culturale e religiosa a nessuno. Difendere la nostra cultura e preservare la nostra libertà non è un’offesa per chi è diverso da noi ma solo un nostro diritto, al di là dei giochi di potere che stanno dietro a tutto ciò.</p>
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		<title>Capire e contrastare la violenza domestica &#8211; intervista alla Dott.ssa Sara Strufaldi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 09:46:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne del 1993 definisce la violenza contro le donne come “qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6 align="left"><em>La Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne del 1993 definisce la violenza contro le donne come <strong>“qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata delle donne.&#8221;</strong></em></h6>
<hr />
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Ogni giorno ci troviamo di fronte a notizie che riguardano <strong>casi di violenza domestica</strong>, che spesso sfociano in efferati <strong>femminicidi.</strong></p>
<p>I dati degli ultimi anni sono preoccupanti. Nel 2012 i casi di femminicidio sono stati 157, nel 2013 sono saliti a 179 e nel 2014 non sono calati (fonte ansa).</p>
<p>I fattori scatenanti sono notoriamente legati al <strong>potere e al controllo dell’altra persona</strong>, alla <strong>gelosia</strong> ossessiva, al <strong>possesso</strong>.</p>
<p>Si tratta dunque di movente passionale quello che arma la mano di colui che dovrebbe amare. Ma <strong>le ragioni non sono così semplici da catalogare</strong>, sono infatti svariate e sono il <strong>frutto di fattori combinati tra loro</strong> che rendono <strong>ogni caso un caso a sé</strong>.</p>
<p>Per cercare di andare a fondo a questa piaga sociale affrontiamo la questione con la Dottoressa Sara Strufaldi, laureata in Psicologia criminale e investigativa all’Università degli Studi di Torino, con master di secondo livello in Psichiatria, Psicopatologia forense e criminologia. Ha avuto inoltre esperienze lavorative presso alcuni centri di ascolto della Regione Toscana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’intervista…</p>
<p><em>1- Le forme di violenza sulle donne sono molteplici, stupri, stalking sul lavoro, violenza sessuale o psicologica, ma quella in famiglia è probabilmente la più difficile da comprendere, quali ragioni la fanno scattare proprio all’interno del nucleo protettivo e rassicurante per eccellenza?</em></p>
<p>Secondo un approccio sistemico <strong>la famiglia è vista come il principale sistema vivente di riferimento nell’esperienza emotiva di una persona</strong>; è il primo contesto di esperienze all’interno del quale si formano le strutture cognitive ed emotive dell’individuo.</p>
<p>Le singole azioni di ogni componente della famiglia assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.</p>
<p>La famiglia è dunque un sistema dinamico in cui i vari componenti interagiscono tra loro, comunicano e si influenzano a vicenda.</p>
<p><strong>La violenza domestica è sintomo del fallimento della comunicazione e dell’interazione tra tali componenti</strong>.</p>
<p>Essendo quindi il sistema vivente di riferimento principale dell’essere umano <strong>la famiglia è “a portata di mano”, è il luogo dove è più facile esercitare il proprio potere e controllo, a causa del rapporto affettivo, della confidenza e della prossimità fisica.</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span id="more-1682"></span></span></p>
<p><em>2- Quali sono le ragioni che spingono un uomo ad essere violento nei confronti della propria compagna? Essendo un fenomeno che attraversa trasversalmente ogni classe sociale e cultura le ragioni dei gesti violenti sono da ricercare esclusivamente nella psiche della persona o anche in fattori esterni come l’educazione, la cultura, le ragioni economiche?</em></p>
<p><strong>Non esiste un profilo psicologico criminale preciso del maltrattante</strong>. La violenza domestica non è sempre dovuta ad una patologia o disturbo mentale, il ricondurla troppo spesso a tali ragioni può distogliere l’attenzione dal problema della violenza.</p>
<p>Ci sono vari fattori e ambiti che la attivano, l’OMS propone il modello ecologico, un modello che considera la violenza come un comportamento <strong>influenzato da plurimi livelli: individuale, relazionale, comunitario, sociale.</strong></p>
<p>Livelli che interagiscono tra loro e che portano ad una manifestazione della violenza domestica particolare; ogni caso è a sé, è scatenato e perpetrato secondo modalità e fattori a sé stanti e tipici di quello e non altro rapporto.</p>
<p>Resta <strong>basilare e comune a tutti i casi il concetto di fallimento della comunicazione</strong> e dell’iterazione tra i componenti famigliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"> <span style="color: #000000;">Fattori che favoriscono la violenza domestica</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Culturali:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Socializzazione separata per sessi</span><br />
<span style="color: #000000;">Definizioni culturali dei ruoli sessuali appropriati</span><br />
<span style="color: #000000;">Attribuzione di ruoli nella relazione</span><br />
<span style="color: #000000;">Idea della inerente superiorità dei maschi</span><br />
<span style="color: #000000;">Sistema di valori che conferisce agli uomini il diritto di proprietà su donne e bambine</span><br />
<span style="color: #000000;">Concezione della famiglia come sfera privata assoggettata al controllo dell’uomo,tradizioni matrimoniali (prezzo per la moglie, dote)</span><br />
<span style="color: #000000;">Ammissibilità della violenza come modalità di risoluzione dei conflitti</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Economici:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Dipendenza economica delle donne dagli uomini</span><br />
<span style="color: #000000;">Restrizioni di accesso al denaro o al credito</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Leggi discriminatorie per l’eredità, il diritto della proprietà, l’uso delle terre comuni e il mantenimento in seguito a divorzio o a vedovanza</span><br />
<span style="color: #000000;">Restrizioni di accesso all’occupazione sia nel settore formale che in quello informale</span><br />
<span style="color: #000000;">Restrizioni di accesso per le donne all’istruzione e alla formazione</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Giuridici:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Stato giuridico inferiore delle donne, secondo la legge scritta oppure quella consuetudinaria</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Leggi sul divorzio, affidamento dei figli, conservazione o eredità di patrimoni</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Definizioni legali dello stupro e dei maltrattamenti domestici</span><br />
<span style="color: #000000;">Basso tasso di alfabetizzazione legale tra le donne</span><br />
<span style="color: #000000;">Brutalità del trattamento di donne e bambine da parte della polizia e della magistratura</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Politici</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Sottorappresentanza delle donne al potere, nella politica, nei mezzi di informazione e nelle professioni mediche e giuridiche</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">La violenza domestica non viene presa sul serio</span><br />
<span style="color: #000000;">Concezione della famiglia come dimensione privata al fuori del controllo dello</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Stato</span><br />
<span style="color: #000000;">Rischio di mettere in discussione lo status quo oppure le leggi religiose</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Scarso livello di organizzazione delle donne in quanto forza politica</span><br />
<span style="color: #000000;">Scarsa partecipazione delle donne nei sistemi politici organizzati</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">(Fonte: Heise, 1994)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Innocenti Digest num. 6 &#8211; Giugno 2000 Unicef, “La violenza domestica contro le donne e le bambine” Centro di ricerca innocenti. Firenze, Italia. Pag. 7 di 30</span></p>
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<p><em>3-  Quali invece le ragioni che tengono legata una donna ad un compagno violento? Spesso nemmeno l’amore per i figli, spettatori o vittime della stessa violenza, riesce ad allontanarle dai continui maltrattamenti, perché?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La risposta non è semplice, ma si può trovare una spiegazione al mantenersi accanto ad un uomo violento nella <strong>teoria del ciclo della violenza</strong>. Il ciclo dell’abuso è una <strong>teoria criminologica</strong> sviluppata negli anni ’70 da Lenore Walker per indicare modelli di comportamento che si verificano in un relazione abusiva. Il ciclo dell’abuso segue una progressione ben precisa e si protrae finché il conflitto non si estingue; solitamente quando la vittima abbandona la relazione. Tale ciclo può reiterarsi centinaia e centinaia di volte dando vita ad altrettanti atti di violenza durante la relazione, può riattivarsi nel giro di anni, giorni, ore.</p>
<p><strong>La durata dei momenti sereni diminuisce nel corso del tempo tanto da rendere impercettibile la fase di latenza.</strong></p>
<p><strong>Le ragioni psicologiche che legano al maltrattante risiedono in quella che è la quarta fase, chiamata “luna di miele”; è la speranza che il maltrattante cambi atteggiamento che rimanda la decisione risolutiva di togliersi da una situazione pericolosa. La speranza riposta nell’altro e non in sé stessa.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/Cycle_of_Abuse.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1691" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/Cycle_of_Abuse.png" alt="Cycle_of_Abuse" width="3307" height="2480" /></a></strong></p>
<p>Ci sono inoltre <strong>ragioni economiche</strong> che tengono legata una donna. <strong>Ragioni culturali</strong> o <strong>pressioni esterne</strong> che cercano di “salvare” un matrimonio, la facciata rispetto alla persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I figli. <strong>I figli sono le altre grandi vittime della violenza domestica</strong>. Per un bambino assistere alle violenze esercitate sulla propria madre ha lo stesso effetto che ha sulla madre subirle di persona. i figli sono dunque esposti agli stessi effetti, catastrofici, ai quali è esposta la madre. Vittime poi una seconda volta se si considera che una donna che subisce violenza impiega tutte le proprie energie e risorse nel cercare di prevedere e dunque evitare l’attacco del compagno o marito, stremate, lasciano i figli senza le proprie cure e attenzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>4- Si è sempre affrontato il problema dal punto di vista femminile, centri di ascolto, accoglienza e antiviolenza; da pochi anni sono sorti centri per uomini maltrattanti, dal punto di vista specialistico è utile questo approccio maschile? In che modo prendere in esame gli uomini maltrattanti può aiutare a contrastare questo fenomeno?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come approccio è positivo anche se difficile da portare avanti, nel senso che <strong>è difficile che un uomo maltrattante ammetta di avere un problema e vada a chiedere aiuto</strong>. Quando ciò si verifica è senza dubbio importante il cammino che intraprenderà insieme agli operatori dei centri di ascolto.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>5- Quanto è breve il passo dalla violenza domestica al femminicidio?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In realtà <strong>esso non è breveassolutamente</strong>. Prima di arrivare all’uccisione della compagna o moglie ci sono dei segnali che sarebbero ben riconoscibili se le donne fossero “addestrate” a riconoscerli. Sono segnali presenti anche in periodi in cui la violenza non è palese o reiterata.</p>
<p>Primo evidente segnale di pericolo è che alivello temporale i momenti di serenità all’interno della coppia diventano sempre più rari e brevi. Inoltre a livello di intensità le modalità della violenza potrebbero aggravarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’OMS propone un elenco di indici di pericolo:</p>
<p>1- percezione soggettiva della donna di esser in pericolo</p>
<p>2- gelosia ossessiva e possessiva</p>
<p>3- presenza di armi</p>
<p>4- precedenti atti di violenza</p>
<p>5- escalation di violenza negli ultimi periodi</p>
<p>6- episodi particolarmente gravi o crudeli</p>
<p>7- abuso di animali domestici</p>
<p>8- precedenti penali</p>
<p>9- uso di alcol o sostanze stupefacenti (nel maltrattante o nella vittima)</p>
<p>10- comportamenti violenti anche al di fuori dell’ambiente domestico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non esistono prove scientifiche sufficientemente esaustive per affermare che esista una sorta di “raptus” che esplode senza aver dato segnali in precedenza.</strong> Sarebbe come affermare che un persona che non ha mai manifestato segni di alcun tipo, né patologie biologiche, possa in qualunque momento della vita commettere un crimine efferato. In realtà non è così, <strong>i segnali ci sono</strong>, non vanno ignorati e bisogna insegnare alle donne, fin da bambine, a non ignorarli, a non minimizzare determinati atti e a chiamarli con il proprio nome, abbandonando ogni tipo di eufemismo. La violenza è violenza e solo chiamandola con il proprio nome può essere riconosciuta in tempo.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>6- Quali strategie educative per evitare che i piccoli di oggi si trasformino negli uomini maltrattanti di domani e che le piccole siano in grado di allontanarsi da situazioni famigliari pericolose e violente.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ai bambini è importante insegnare il rispetto per il genere femminile e la parità di diritti e doveri.</strong> Far assimilare <strong>la comunicazione come principale e unico metodo di interazione.</strong></p>
<p><strong>Alle bambine è necessario far capire che hanno gli stessi doveri e diritti dei maschi e che la propria individualità e indipendenza ha lo stesso valore pratico e morale di quella maschile.</strong></p>
<p>Educare inoltre <strong>all’illegittimità della violenza in qualunque tipo di relazione</strong>, in quanto la violenza è il fallimento della comunicazione.</p>
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<p><em>7 &#8211; Quali passi si devono compiere per aiutare chi è vittima della violenza domestica, anche alla luce della tua esperienza presso centri antiviolenza? Cosa manca, se manca, al sistema per evitare tante vittime?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I centri di ascolto già fanno molto, i problemi sono legati ai fondi. I progetti e le organizzazioni che ruotano intorno al tema della violenza domestica sono ben organizzati da psicologi, assistenti sociali, operatori sul campo e volontari. <strong>Per il futuro è senza ombra di dubbio l’educazione quella che può cambiare le cose</strong>. Per il presente sarebbe utile un ruolo più decisivo da parte delle amministrazioni.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/violenza.jpeg"><img class=" size-full wp-image-1686 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/violenza.jpeg" alt="" width="400" height="264" /></a></p>
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<p>Le parole della dottoressa Sara Strufaldi fanno realizzare considerazioni importanti sui messaggi che la società invia alle donne, fin da piccole. Anche dal mondo delle fiabe, ad esempio, <strong>giungono messaggi sbagliati rispetto al ruolo della donna, alla sua identità, alla suo posto nel mondo</strong>. Le fiabe, rivolte alle menti-spugne delle bambine che ascoltano o guardano con attenzione e si identificano nel ruolo della protagonista, spesso una principessa, che è tale per un bacio, è principessa dal momento in cui il famigerato Principe Azzurro la fa diventare tale. Il ruolo della protagonista femminile è quasi sempre un ruolo passivo, un ruolo fatto di attese e di una svolta tanto attesa che avviene soltanto nel momento dell’incontro con il personaggio maschile. <strong>Il messaggio che passa è pericoloso: le donne aspettano l’uomo per diventare qualcuno o per essere salvate da una situazione che non piace.</strong></p>
<p>Educare è l’unica via possibile per cambiare il futuro. <strong>Educare le bambine a sentirsi qualcuno nel mondo non attraverso gli altri, non attraverso l’uomo, non attraverso l’amore idealizzato, ma attraverso se stesse e le proprie risorse interne</strong>. Ecco che così si stronca sul nascere un possibile legame fatale che, in nome dell’amore, le tiene legate ad un uomo che nella loro mente è colui che le rende “qualcuno” nel mondo. <strong>Pensare all’amore e dunque all’amato come colui che fonda la propria identità rende difficile l’abbandono dello stesso, nonostante le violenze che esercita</strong>.</p>
<p>Educare i bambini a non considerare la violenza come mezzo per ottenere e raggiungere gli obiettivi. Che l’amore e la presenza della compagna arrivano e si mantengono attraverso il dialogo e il rispetto per l’individualità altrui.</p>
<p><strong>L’indipendenza, sia economica che psicologica, e la ricerca di se stesse all’interno della propria persona sono le efficaci armi contro il rischio di trovarsi strette nella morsa del ciclo della violenza</strong>.</p>
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		<title>Scuole sporche. Dove manca lo Stato ci sono i genitori e gli Angeli del Bello, per fortuna!</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2015 12:40:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino- Firenze, Quartiere 5. Sabato 11 Aprile 2015 Angeli del Bello di nuovo in azione. Questa volta però non si tratta di eliminare brutte scritte sui muri, che seppur indecorose, non minano l&#8217;igiene di nessuno, questa volta si tratta di pulire i bagni e l&#8217;atrio di una scuola, anzi di tre: Calamandrei, Mameli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em>- Firenze, Quartiere 5. Sabato 11 Aprile 2015 Angeli del Bello di nuovo in azione. Questa volta però non si tratta di eliminare brutte scritte sui muri, che seppur indecorose, non minano l&#8217;igiene di nessuno, questa volta si tratta di <strong>pulire i bagni e l&#8217;atrio</strong> di una scuola, anzi di tre: Calamandrei, Mameli e Fanciulli.</p>
<p>I volontari dell&#8217;associazione che lotta contro il degrado nella nostra città hanno risposto senza remore alla richiesta arrivat<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/logo_angeli_del_bello.jpg"><img class=" size-full wp-image-1665 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/logo_angeli_del_bello.jpg" alt="logo_angeli_del_bello" width="136" height="128" /></a>a dai genitori della scuola Mameli.</p>
<p><strong>La situazione nella scuola non è felice dal punto di vista igienico</strong>. I genitori hanno più volte fatto presente che spesso gli ambienti che accolgono i bambini non sono consoni a quello che dovrebbe essere un ambiente scolastico. Considerando il fatto che i più piccoli alunni della scuola hanno 3 anni e dormono durante il pomeriggio in questi ambienti, polverosi, dove regna il cosiddetto laniccio, e che tutti gli alunni si recano ogni giorno in <strong>bagni vecchi e poco puliti, sicuramente non igienici, </strong>la situazione è allarmante.<span id="more-1663"></span></p>
<p>&#8220;<em>Appena fatta la segnalazione</em>&#8221; spiega Federica Giuliani, rappresentante di classe della sezione A della scuola del&#8217;infanzia, &#8220;<em>ci siamo subito scontrati con la realtà dei fatti e con la complicata burocrazia</em>&#8220;.</p>
<p>La questione della<strong> manutenzione ordinaria</strong> è così articolata: il Ministero concede tramite appalto nazionale la gestione delle pulizie ad una cooperativa, la vincitrice dell&#8217;appalto, appunto. Essa poi lo subappalta ad un&#8217;altra cooperativa locale. Dal Ministero arrivano però poche ore di copertura per le pulizie degli ambienti scolastici. Poche e insufficienti a mantenere le tre scuole in condizioni decorose. Mameli, Calamandrei e Fanciulli contano rispettivamente 850, 250 e 150 alunni. <strong>1250 bambini che ogni giorno sono a contatto con luoghi sporchi.</strong></p>
<p>A questo punto i genitori si erano proposti di pulire loro stessi i bagni, i dormitori e gli altri ambienti che lo necessetivano, ma, non essendoci per loro copertura assicurativa, entrare a scuola muniti di detersivi, spugne, scope e stracci non è stato possibile.</p>
<p>Francesca Ricci, in sede di Consiglio di Istituto, ha dunque suggerito di rivolgersi agli Angeli del Bello. Così da poter aggirare l&#8217;ostacolo della copertura assicurativa; associandosi infatti si viene coperti da assicurazione e si può dunque entrare a scuola per sopperire alle mancanze basilari, quelle igienico-sanitarie.</p>
<p>Michelangelo Chiaramida, membro del Consiglio di Istituto e dell&#8217;associazione Piazza San Donato, riferisce che: &#8220;<em>Un intervento era necessario, le lamentele dei genitori erano tante. Ed effettivamente la scuola necessitava di una pulizia profonda dei bagni e di una &#8220;rinfrescata&#8221; all&#8217;atrio.</em>&#8221; Avendo già collaborato con gli Angeli del Bello per la pulizia del Parco San Donato era certo della <strong>totale disponibilità dei volontari</strong> che hanno <strong>fornito tutto il materiale per le pulizie e per la verniciatura, effettuata interamente con vernici atossiche.</strong></p>
<p>L&#8217;intervento è stato reso possibile anche grazie all&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente e alla Pubblica Istruzione, al Quartiere 5 e al Consiglio Comunale. La Coop ha inoltre fornito una piccola merenda che a metà mattina ha rifocillato grandi e piccoli che instancabilmente hanno lavorato.</p>
<p>Dunque le <strong>lodi e i ringraziamenti</strong> da fare sono molte: agli Angeli del Bello, ai genitori, ai piccoli collaboratori e alle amministrazioni locali coinvolte.</p>
<p>Che ormai la presenza e l&#8217;efficacia dello Stato siano carenti è un dato di fatto, denunciato più e più volte da vari enti, dai cittadini, dai media; che sia scoppiata la bolla e lo scandalo dei fondi statali che si perdono nel macchinoso iter a colabrodo a poco è servito viste le condizioni in cui ancora versano molti beni statali. Il fatto che tale scempio sia sotto gli occhi ormai di tutti non deve passare come la normalità delle cose. La rassegnazione non può regnare sovrana e rendersi complice della insufficiente azione dei &#8220;piani alti&#8221;.</p>
<p>In questo caso non è stato così. Per fortuna <strong>i genitori non si sono arresi</strong>, non si sono fermati davanti agli ostacoli della burocrazia e non si sono limitati a semplici lamentele. Hanno trovato il modo di agire, grazie alla collaborazione preziosa degli Angeli del Bello. Ma ciò che non vorrei fosse perso di vista in questo lodevole esempio di dinamismo propositivo e costruttivo è che <strong>un gruppo di genitori attivi e attenti è costretto a rivolgersi ad una associazione di volontariato per poter effettuare, con un intervento straordinario, pulizie che dovrebbero invece rientrare in una manutenzione ordinaria</strong>. Che una scuola statale debba restare inerme nella polvere e nei germi e aspettare che siano i genitori a smuovere mare e monti, a organizzarsi e a dover chiedere aiuto all&#8217;esterno sembra oggi, 2015, uno scandalo nello scandalo. La trafila tra lamentele, rimpalli di responsabilità, alzatine di spalle e paletti burocratrici è a dir poco incresciosa. In fondo si tratta di tenere puliti dei bagni, cosa alquanto quotidiana. Lo Stato? In tutto questo assente, capace di concedere giusto qualche ora in appalto. E affermo tutto ciò da mamma di una alunna di 3 anni che frequenta proprio la scuola Mameli e da cittadina italiana, attirandomi probabilmente anche qualche antipatia, ma del resto questo poco mi importa.</p>
<p>Federica Giuliani ha spiegato che in seguito a questa grande mobilitazione da parte dei genitori è ora <strong>in via di organizzazione una commissione pulizie</strong> che ha come obiettivo principale perlomeno la manutenzione dei bagni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come ottenere grandi successi contro i DSA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2015 07:56:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[21 famiglie aderiscono al progetto FORZA4. Burberi: “Un bel risultato. Segno che si tratta di un progetto necessario. Stiamo valutando come proseguire in questa esperienza” di Sofia Porcino &#8211; Sono 21 le famiglie che hanno aderito al progetto Forza 4, un percorso di sostegno rivolto agli studenti hanno un disturbo specifico dell’apprendimento. Promosso e gestito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><span class="sommario">21 famiglie aderiscono al progetto FORZA4. Burberi: “<em>Un bel risultato. Segno che si tratta di un progetto necessario. Stiamo valutando come proseguire in questa esperienza</em>”</span></h5>
<p><span class="sommario"><br />
</span> <em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Sono <strong>21 le famiglie</strong> che hanno aderito al progetto Forza 4, un <strong>percorso di sostegno</strong> rivolto agli studenti hanno un <strong>disturbo specifico dell’apprendimento</strong>.<br />
Promosso e gestito dalla Cooperativa Convoi  Onlus di Sesto Fiorentino, in collaborazione con il Comune e con l’Istituto Comprensivo di Calenzano, il progetto nasce da un bisogno che la scuola e le famiglie hanno da tempo manifestato: <strong>aiutare</strong> in maniera adeguata e concreta tutti i bambini e i ragazzi che hanno un disturbo specifico dell’apprendimento, come <strong>dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia,</strong> per i quali lo studio a casa è molto faticoso e spesso terreno di conflitto con i genitori. <span id="more-1626"></span></p>
<p>Nelle scuole primarie sono stati creati 3 gruppi, con 9 partecipanti tra i bambini di IV e V. Nella scuola media invece le adesioni sono state 12, per cui si sono creati 4 gruppi.</p>
<p>Per la prima volta si offre <strong>un servizio qualificato</strong>, destinato a chi ha un DSA certificato o invia di certificazione, con un esperto ogni tre studenti con il quale i ragazzi lavorano una volta a settimana, in orario extrascolastico, per due ore e mezzo.</p>
<p>Per info: 331/6684428;   progettoforza4@convoi.coop</p>
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		<title>Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua. Numeri da capogiro.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 13:42:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi un miliardo di persone nel mondo non ha accesso all&#8217;acqua potabile, chi invece lo possiede lo paga salatissimo! di Sofia Porcino &#8211; Nella settimana dell&#8217;acqua molte le iniziative, i congressi e le attività mondiali che celebrano questo bene imprescindibile per la sopravvivenza dell&#8217;uomo e dell&#8217;ecosistema intero. Molti anche gli spunti di riflessione e innovazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Quasi un miliardo di persone nel mondo non ha accesso all&#8217;acqua potabile, chi invece lo possiede lo paga salatissimo!</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Nella settimana dell&#8217;acqua molte le iniziative, i congressi e le attività mondiali che celebrano questo bene imprescindibile per la sopravvivenza dell&#8217;uomo e dell&#8217;ecosistema intero. Molti anche gli spunti di riflessione e innovazione per poter rendere potabili maggiori quantitativi di acqua. La popolazione aumenta e con essa anche la richiesta di acqua potabile.<span id="more-1563"></span></p>
<p>Ma come al solito il problema non è Madre Natura, ma l&#8217;uomo stesso. Causa dei suoi mali e vittima delle proprie scellerate speculazioni. In un mondo dove niente è equamente distribuito, se non la malvagità umana, anche l&#8217;accesso all acqua potabile è oggetto di forti discriminazioni geografiche. È infatti un bene negato ad un ampia fetta di popolazione, che vive principalmente nelle aree rurali delle regioni più povere del Mondo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>L&#8217;acqua nel Mondo &#8230;</em></span></p>
<p>Si calcola che ad oggi <strong>748 milioni di persone vivono senza l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile</strong>, <strong>30 mila persone muoiono ogni giorno per la totale mancanza di acqua</strong> e circa <strong>2,2 milioni di decessi</strong> sono dovuti alle <strong>malattie legate all&#8217;utilizzo di acqua non sicura</strong>; secondo i dati dell&#8217;Unicef sono <strong>1000 i bambini che ogni giorno muoiono a causa di queste contaminazioni</strong>. E nei luoghi dove, scalzi, si cammina per ore per portare a casa pesanti taniche di acque, a mancare non è la possibilità di rendere più fruibile l&#8217;acqua potabile, ma la volontà di farlo, dato che, con molta probabilità, l&#8217;area non è sufficientemente redditizia in termini di <em>business</em>.</p>
<p>E la mancanza di acqua potabile ha come diretta conseguenza, oltre alle morti per disidratazione, l&#8217;impossibilità di usufruire dei servizi igienici e di avere una basilare igiene personale. Secondo il rapporto dell&#8217;Unicef e dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) <em>Progress on Sanitation and drinking-water 2013 </em>nel 2015, oggi, <strong>2 miliardi e mezzo di persone</strong> &#8211; un terzo della popolazione mondiale &#8211; <strong>non hanno accesso a servizi igienici adeguati</strong>, ciò significa che non hanno gabinetti e fogne, defecano all&#8217;aperto o in servizi pubblici che non rispettano i requisiti sanitari minimi. Tutto ciò avviene maggiormente nelle aree rurali, molto discriminate rispetto a quelle urbane.</p>
<p>In questo terrificante panorama un <strong>dato positivo</strong> c&#8217;è: <strong>dal 1990</strong> le persone che usufruiscono di servizi igienico-sanitari adeguati sono <strong>1,9 miliardi in più</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #0000ff;"><em>&#8230; per il futuro</em></span></p>
<p>Il dato allarmante invece è che, secondo le stime dell&#8217;ONU, senza un progetto mondiale condiviso e rispettato <strong>nel 2030 si arriverà ad una perdita del 40% delle risorse idriche</strong>, vivere in zone a forte stress idrico è sempre stata considerata una prerogativa delle Sud del mondo, in futuro potrebbe diventarlo anche di aree considerate economicamente avanzate. Sempre secondo studi ONU se per 5 anni fossero investiti 107 miliardi di dollari ogni anni si risolverebbero i problemi di accesso all&#8217;acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari in ogni parte del mondo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>l&#8217;intervento di Papa Francesco &#8230;</em></span></p>
<p>Domenica 22 marzo 2015, Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua, promossa dall&#8217;ONU, anche Papa Francesco ha fatto la sua parte con un accorato appello ai leader di tutto il mondo, affinché ci si adoperi per una gestione sostenibile di questo bene e per eliminare le forti discriminazioni in termini di accesso all&#8217;acqua potabile e ai servizi igienici che ne conseguono. &#8220;<em>L&#8217;acqua è l&#8217;elemento più essenziale per la vita e dalla nostra capacità di custodirlo e di condividerlo dipende il futuro dell&#8217;umanità. (&#8230;) Incoraggio pertanto la comunità internazionale a vigilare affinché le acque del Pianeta siano adeguatamente protette e nessuno sia escluso o discriminato nell&#8217;uso di questo bene, che è un bene comune per eccellenza</em>.&#8221; Queste le sue parole durante l&#8217;Angelus.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #0000ff;"><em>&#8230; la situazione in Italia.</em></span></p>
<p>Nelle aree dove invece gli impianti esistono e dove l acqua potabile arriva a domicilio, disponibile da ogni rubinetto, l&#8217;acqua si paga cara, sempre più cara. Secondo il centro studi di Confartigianato, dal 2004 al 2014, <strong>le tariffe dell&#8217;acqua sono aumentate in media del 95,8%.</strong> Ogni famiglia italiana ha speso circa 355 euro annui per la bolletta dell&#8217;acqua, <strong>Firenze è in testa a questa triste classifica</strong>, con 563 euro di costi a famiglia (dati Cittadinanzattiva). l&#8217;Italia ha registrato un aumento triplo rispetto alle altre nazioni dell&#8217;UE.</p>
<p>Anche le perdite sono aumentate, precisamente del 3%, fra impianti fatiscenti, vecchi, pieni di buchi e furti, <strong>l&#8217;acqua persa è il 37% di quella immessa nelle tubature.</strong></p>
<p>L&#8217;acqua è un bene di tutti, è la risposta che la natura offre ai bisogni primario di nutrirsi e di essere puliti e sani. È di tutti e nessuno dovrebbe permettersi di lucrare con essa. I numeri invece di chi non ha a disposizione l&#8217;acqua e di quanto la paga chi invece ne ha l&#8217;accesso sono da capogiro!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vi presento &#8220;Universo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2015 19:16:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una casa dove tutto trova il suo posto nell'&#8221;Universo&#8221; Virginia Iorga Onlus - Storia e significato del logo di Sofia Porcino &#8211; “Universo”, questo il nome del logo della Virginia Iorga Onlus. Un nome, un programma. E così è. Un programma vasto e articolato quello delle attività della onlus (Valore Cultura, Valore Solidarietà, Valore Salute, Valore [&#8230;]]]></description>
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<h5><em>Una casa dove tutto trova il suo posto nell'&#8221;Universo&#8221;</em></h5>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Virginia Iorga Onlus</em> </span>- <em><span style="text-decoration: underline;">Storia e significato del logo</span></em></p>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; “Universo”, questo il nome del logo della Virginia Iorga Onlus. Un nome, un programma. E così è. Un programma vasto e articolato quello delle attività della onlus (Valore Cultura, Valore Solidarietà, Valore Salute, Valore Cibo), racchiuso nelle scanalature di questo logo. Esso, interamente realizzato in pietra, non è soltanto un simbolo, ma un vero e proprio oggetto, materiale e tangibile come lo sono l’impegno e i progetti portati avanti dalla Virginia Iorga Onlus.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/10988467_10153167827493624_918845067192869305_n.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1550 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/10988467_10153167827493624_918845067192869305_n-300x263.jpg" alt="10988467_10153167827493624_918845067192869305_n" width="300" height="263" /></a></p>
<p>La forma di “Universo” è il risultato di una composizione geometrica data da un quadrato sormontato da un triangolo equilatero, nel rispettivo ordine simboli della terra e dello spirito, del fuoco. Divino e terreno che si fondono insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il quadrato è il simbolo della terra in opposizione al cielo, il fondamento della stabilità e della materializzazione delle idee, l’espressione dei quattro fiumi del Paradiso e dei quattro evangelisti; la metafora delle radici sulle quali si fonda la conoscenza.</p>
<p>Il triangolo rappresenta la base della lectio aurea o “proporzione divina”, il glifo del raggio solare presso gli antichi Maya, la triade divina, nonché la nascita, la maturità, la morte, la natura divina di Cristo e, nella tradizione giudaica, Dio- del quale non si può pronunciare il nome.</p>
<p>La forma complessiva della pietra riporta al concetto di casa e anche alla sua rappresentazione effettuata dai bambini. Al suo interno intrecci di radici, scale che procedono verso l’alto, figure antropomorfe inconsce e l’occhio divino, che, sovrintende alla vita e alla morte, accogliendo in sé ogni cosa, visibile e invisibile.</p>
<p><strong>Una casa dell’Universo e nell’Universo dove niente è perduto e tutto si rende disponibile</strong>.</p>
<p>Un richiamo all’Oriente, al Medio Oriente, armonicamente fusi con l’Occidente. Importante simbolo di unione e pace, nel senso più ampio del termine, proprio in un difficile momento storico per la convivenza di culture millenarie che sembrano aver scordato di essere tutte figlie dello stesso Universo.</p>
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</div>
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</div>
<p><span id="more-1549"></span></p>
<p>Un logo, una scultura, realizzata dallo stone designer Giuseppe Lorenzi, dal sapore solido e magico, che catalizza lo sguardo e accompagna in un quasi onirico viaggio tra i meandri della serenità cosmica. Un vortice di rimandi e girotondi dove ognuno trova la propria dimensione.</p>
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<p><strong>SOStieni VIRGINIA IORGA ONLUS con il 5X1000  </strong></p>
<p><strong>                            Codice Fiscale: 94133340482</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/5x1000-onlus.jpg"><img class=" size-full wp-image-1602 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/5x1000-onlus.jpg" alt="5x1000 onlus" width="220" height="226" /></a></p>
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