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	<title>overthesky.it &#187; memoria e futuro</title>
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		<title>5 buoni motivi per leggere le fiabe ai bambini, ma solo quelle con il lieto fine!</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 16:12:50 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>&#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221; ed ecco garantito l&#8217;accesso al magico modo dei più piccoli.</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; L&#8217;origine della fiaba risale a tempi antichissimi, quando ancora non c&#8217;era la scrittura e l&#8217;intero patrimonio culturale, religioso, tecnico e tradizionale di un popolo o di una comunità si tramandava per via orale, attraverso racconti presentati ad un ampio pubblico di ascoltatori, grandi e piccini. E&#8217; nel corso del Secolo dei Lumi che la fiaba vive un momento di forte insuccesso e viene relegata nel mondo dei più piccoli, considerati incapaci di ragionamenti razionali, propri dell&#8217;uomo adulto, idea frutto del razionalismo più scellerato.<span id="more-1787"></span></p>
<ol>
<li>Relegata nel mondo dei bambini la fiaba continua ad avere per loro <strong>un elevatissimo potere coadiuvante nel difficoltoso e faticoso percorso che li conduce all&#8217;autonomia e all&#8217;indipendenza dagli adulti</strong>.</li>
<li>Nel mondo del bambino tutto è magico, misterioso, popolato da giganti e oggetti animati e la fiaba, che rispecchia questa caratteristica di magia primitiva ha libero accesso alle menti dei piccoli. Ecco perché è molto importante il contenuto delle fiabe che si raccontano ai bambini. <strong>Esse, grazie al medesimo linguaggio dei piccoli, entrano in sintonia con loro e fanno breccia più delle parole degli adulti</strong>, sintonizzate su una frequenza adulta, appunto, incomprensibile fino in fondo per il bambino. &#8220;.<em>..&#8221;diversità infantile&#8221;, che vede cioè l&#8217;infanzia come un periodo della vita caratterizzato da forme mentali, emotive e fisiche profondamente diverse da quelle adulte, ma non per questo incomplete o sbagliate,&#8230;</em>&#8221; (D. NOVARA, <em>Litigare fa bene</em>, Bur, Milano, 2015, p. 63). Via libera dunque a castelli incantati, alberi che parlano, oggetti che sia animali, animali amici degli umani, orchi, streghe, giganti, Re e Regine di tempi lontani . Il mondo degli adulti è dominato da un pensiero maturo, articolato, ben ancorato alla realtà, dove causa ed effetto hanno una relazione ben chiara, il mondo del bambino no, segue logiche diverse. Grazie alla vicinanza delle fiabe a questo mondo magico, regolato da logiche diverse la fiaba accompagna il bambino nel faticoso percorso della crescita, presentando loro le tappe della vita che lo aspettano.</li>
<li><strong>La loro struttura classica, riassumibile nello schema inizio-crisi-soluzione positiva insegna loro che i problemi esistono, ma che possono essere superat</strong>i. Gli episodi della vita non hanno sempre però un lieto fine, ma questo è un dato di fatto che non può essere presentato ai più piccoli, <strong>essi hanno ancora bisogno di sentire il lieto fine  per essere rassicurati e spinti ad agire verso la loro indipendenza dagli adulti. Un finale negativo negativo potrebbe bloccare questo processo inducendo alla non-azione</strong>.</li>
<li>Via libera però ai personaggi negativi. <strong>Mostri, orchi, streghe, draghi e tutto quello che di spaventoso può esserci danno un volto alle paure dei piccoli e li rendono capaci di superarle</strong>. &#8220;<em>I personaggi cattivi delle fiabe servono da catalizzatori e interpreti delle pulsioni negative, che così non vengono negate o soppresse, ma semplicemente &#8220;vinte&#8221;, dalle pulsioni positive interpretate dai personaggi buoni</em>.&#8221; (P. SANTAGOSTINO, Come raccontare una fiaba, Red Edizioni, Milano, 2006, p. 21)</li>
<li><strong>Se un bambino richiede sempre la stessa fiaba, va letta e riletta fino a quando non sarà lui a volerne sentire un&#8217;altra.</strong> Probabilmente in quel periodo quella fiaba, con il suo specifico messaggio rappresenta una questione che il bambino sta cercando di capire o superare. Oppure gli piace il modo in cui la situazione di crisi viene superata e sta facendo suo quel modello.</li>
</ol>
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		<title>Firenze fiorita: appuntamenti con piante e fiori da non perdere</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 07:21:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Sboccia la primavera e Firenze crea molteplici occasioni per ammirare fiori e pianti. L&#8217;ultima, non in ordine di importanza ma di rinnovato prestigio dal passato, è la trasformazione del cortile degli Uffizi in giardino. Allestimento di piante e fiori fino al 15 Maggio. E poi il Giglio, il fiore di Firenze per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Sboccia la primavera e Firenze crea molteplici occasioni per ammirare fiori e pianti. L&#8217;ultima, non in ordine di importanza ma di rinnovato prestigio dal passato, è la trasformazione del <strong>cortile degli Uffizi</strong> in giardino. Allestimento di piante e fiori fino al 15 Maggio.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/04/image.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1782 aligncenter" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/04/image-300x225.jpg" alt="image" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E poi il Giglio, il fiore di Firenze per eccellenza, Iris o Giaggiolo che dir si voglia. Come non celebrare il fiore che campeggia nello stemma cittadino. Attualmente petali rossi su fondo bianco, prima della sconfitta dei ghibellini da parte dei Guelfi era l&#8217;opposto. Fiore molto diffuso oggi come allora torna protagonista, da 25 Aprile, al <strong>Giardino dell&#8217;Iris</strong>, sotto piazzale Michelangelo, unico orto botanico in Europa dedicato esclusivamente a questo fiore, meta di specialisti e botanici di vari Paesi anche perché importante riserva di germoplasma, ovvero banca dei geni. <span style="line-height: 1.5;">Fino al 20 maggio è visitabile gratuitamente per ammirare una fioritura di decine di varietà.</span></p>
<p>Torna, sempre nel periodo del 25 Aprile e 1 Maggio, la Mostra Mercato Primaverile di piante e fiori che si tiene anche in autunno (primi di Ottobre). Un appuntamento da non perdere per gli amanti del verde. Nel delizioso <strong>Giardino dell&#8217;Orticoltura,</strong> a due passi da Piazza Libertà, si tiene con orario continuato una manifestazione pluriennale. Ingressi da Via Vittorio Emanuele II, 4 e da Via Bolognese, 17.</p>
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		<title>Abbasso i bulli, viva gli amici. Intervista alla Dott.ssa Sara Strufaldi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 17:08:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia, secondo la ricerca del 2015 del Telefono Azzurro, il 15,9% dei ragazzi è vittima di bullismo, il 23% di questi non ne ha parlato con nessuno. La fascia più a rischio è la preadolescenza. La percentuale di vittime è paritaria nei maschi e nelle femmine. I maggiori casi di bullismo si registrano nelle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>In Italia, secondo la ricerca del 2015 del Telefono Azzurro, il 15,9% dei ragazzi è vittima di bullismo, il 23% di questi non ne ha parlato con nessuno. La fascia più a rischio è la preadolescenza. La percentuale di vittime è paritaria nei maschi e nelle femmine. I maggiori casi di bullismo si registrano nelle aree del Nord (41% dei casi gestiti), seguono il Sud e le Isole (30,6%), minore l’incidenza al Centro (28,4%).</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Il bullismo si compie negli ambienti quotidianamente frequentati dai ragazzi: <strong>scuola, centri sportivi, aree di quartiere e nello spazio virtuale dei social-network</strong> (cyberbullismo).<br />
Ma cosa è il bullismo? “<em>…è un’<strong>oppressione fisica e/o psicologica</strong> (vittimizzazione), <strong>ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona</strong> (bullo &#8211; o da un gruppo di persone più potenti e/o popolari nei confronti di un’altra persona percepita come più debole (vittima).</em>” (Telefono azzurro, <em>Dossier sul bullismo</em>, 1 luglio-31 dicembre 2015.)</p>
<p><span id="more-1773"></span>Il termine si riferisce dunque ad un <strong>comportamento intenzionale e ripetuto nel tempo</strong>. Di fondamentale importanza che tali caratteristiche si verifichino al fine di non confondere litigi o altri screzi categorizzandoli come atti bullismo anche se essi non sono.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-3.jpg"><img class="  wp-image-1767 alignnone" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-3-300x200.jpg" alt="STUDIO 20ENNALE CERTIFICA DANNI BULLISMO, DEPRESSIONE E ANSIA" width="347" height="231" /></a></p>
<p>Affrontiamo il tema con la Dott.ssa Sara Strufaldi</p>
<p><span style="color: #3366ff;">1- Quali sono le cause del bullismo?</span><br />
Comportamenti di prevaricazione sono il <strong>sintomo di un disagio personale che non trova gli strumenti per manifestarsi e superarsi.</strong> Stili genitoriali carenti e/o inadeguati e soprattutto l’uso del potere che si esercita in famiglia, insieme a cause di tipo sociale come alcolismo o abuso di altre sostanze, aumentano le probabilità del bambino di essere bullo o vittima. <strong>Dinamiche familiari che si incrociano con quelle sociali del gruppo</strong>.</p>
<p>Si evidenzia come i fattori di rischio antecedenti siano gli stessi per quelli che saranno vittime o bulli. Di fatto è il disagio che sta alla base della relazione tra bullo e vittima. <strong>Il temperamento del bambino</strong> gioca un ruolo decisivo nel ruolo che egli occupa in questa relazione.</p>
<p>Dunque <strong>anche le vittime registrano gli stessi problemi del bullo:</strong> hanno le stesse necessità di essere educati all’empatia e al riconoscimento delle emozioni proprie ed altrui, di essere educati all’assertività, cioè alla dichiarazione delle proprie intenzioni non attraverso la violenza ma attraverso il dialogo, il contatto oculare, il linguaggio del corpo; hanno la necessità che le proprie capacità siano incoraggiate dai genitori e dagli educatori al fine di aumentare la loro autostima.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">2- Quale è il compito delle famiglie?</span><br />
La famiglia è il primo luogo dove <strong>si deve incoraggiare la cooperazione e la coesione con gli altri</strong>,  dove si dovrebbe<strong> insegnare a gestire i conflitti e le frustrazioni escludendo da questo processo la violenza e la prevaricazione.</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">3- Quale dovrebbe essere il ruolo della famiglia del bullo una volta denunciato il ruolo attivo del figlio nel bullismo?</span><br />
Non solo le vittime subiscono conseguenze, anche i bulli ne vivono: c<strong>alo nel rendimento scolastico, difficoltà relazionale, condotta non esemplare, difficoltà nel seguire le regole</strong> &#8211; nel tempo può arrivare a comportamenti antisociali, atti aggressivi o violenti in famiglia o sul lavoro. <strong>Nel 25% dei casi i ragazzi che hanno assunto il ruolo di bulli avranno precedenti penali prima dei 30 anni.</strong></p>
<p>Il ruolo dei genitori del bullo è simile a quello delle vittime: l’educazione attraverso l’osservazione e l’ascolto del figlio sono centrali sia antecedentemente al perpetuarsi del bullismo sia dopo la denuncia del comportamento prevaricatore messo in atto nei confronti dell’amico/conoscente. <strong>Il bullo non va assecondato, né giustificato.</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">.<a style="color: #0000ff;" href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-verbale-1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1774 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/bullismo-verbale-1-300x199.jpg" alt="bullismo-verbale-1" width="300" height="199" /></a>4- Come aiutare le vittime del bullismo a superare le negative conseguenze di aver subito determinati atti?                                            </span>Le conseguenze per le vittime possono essere gravi. Dal disagio iniziale che si manifesta attraverso <strong>malessere fisico e psicologico, riluttanza nell’andare a scuola, le conseguenze aumentano di intensità con il reiterarsi degli atti di bullismo</strong> fino ad arrivare alla<strong> svalutazione di sé e delle proprie capacità, insicurezza, disturbi psicologici come ansi e depressione</strong>. Le vittime del bullismo sono esposte al <strong>suicidio</strong> con una probabilità raddoppiata di metterlo in atto rispetto ai coetanei. Esse mettono in atto <strong>comportamenti autolesionisti e sono esposte all’abuso di sostanze stupefacenti come droga, alcol e sigarette.</strong></p>
<p>Per aiutare le vittime a superare la vittimizzazione e a riacquistare la stima di sé sia in famiglia che a scuola bisogna far passare loro il messaggio che devono <strong>parlare subito, senza vergognarsi di ciò che sta accadendo perché se ciò avviene la colpa non è loro</strong>. Un bullo è più difficilmente attacca chi ha parlato con gli atri compagni o con gli adulti. <strong>Evitare che la persona presa di mira si isoli dal gruppo dei pari</strong>.</p>
<p>Quello su cui fa leva il bullo è proprio la paura della vittima, se quest’ultima riesce a rispondere agli attacchi, ad esempio con autoironia alle provocazioni, aumentano le possibilità che il bullo cessi di esercitare violenza.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">5- Come arrestare in tempo il perpetuarsi di atti di bullismo prima che si giunga al tragico epilogo del suicidio?</span><br />
Di fondamentale importanza è <strong>il ruolo degli adulti, sia a scuola che in famiglia</strong>. Un insegnante o un genitore attento alle dinamiche dei rapporti tra ragazzi e alle reazioni insolite degli stessi possono salvare una situazione pronta a degenerare ed intensificarsi nel tempo. Interrompere tempestivamente la prevaricazione attraverso <strong>la certezza di una punizione efficace per il bullo</strong>.</p>
<p>Fondamentale è anche il dialogo tra la scuola e la famiglia, affinché<strong> le vittime trovino la sicurezza e il coraggio di esporre il problema e uscire dal silenzio, compresi, sostenuti dall’adulto attento e autorevole.</strong><br />
Molto importante è <strong>dare informazioni e parlare al gruppo nella sua totalità</strong> in quanto il bullo non è motivato al cambiamento, per lui la violenza è un mezzo per arrivare a un fine e non è percepita come un problema.<br />
Attraverso <strong>l’educazione al rispetto, al dialogo e alla consapevolezza delle emozioni proprie ed altrui,</strong> coinvolgendo classi, genitori e insegnanti si può promuovere una prevenzione più duratura ed efficace.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/images.jpeg"><img class="  wp-image-1775 aligncenter" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/03/images-300x150.jpeg" alt="images" width="350" height="175" /></a></p>
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		<title>Dieci minuti per presentare Signa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 16:21:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.                       [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.  <span id="more-1762"></span>                                                                                                           C’è il passato, con la sua lunga tradizione artigiana della paglia, fino ai primi anni del Novecento motore economico di Signa e del suo territorio, come documentato al Museo della Paglia. Ci sono la storia e la cultura, con le chiese e le manifestazioni storiche che ancora vivono. E ci sono le potenzialità del presente, con le piste ciclabili lungo l’Arno e l’esperienza del parco dei Renai, “biglietto da visita di Signa, un comune molto attento al benessere della propria comunità”, come ha spiegato il consigliere regionale Paolo Bambagioni, già sindaco di Signa, che ha preso parte alla presentazione.</p>
<p>Il video attuale, realizzato da Elena e Fabrizio Vignali, è lo sviluppo di quello presentato all’Expo 2015 dal 17 al 20 settembre 2015. Si inserisce nel percorso di valorizzazione della rete toscana del buon vivere all’area aperta, cui hanno aderito, con Signa, diversi comuni toscani come San Gimignano, Volterra, Carmignano. “L’esperienza del Comune di Signa con la sua partecipazione ad Expo 2015 rappresenta un percorso virtuoso da riproporre e sostenere”, ha detto Bambagioni. “L’attività di promozione turistica è sempre stata coltivata a Signa. Saper usare le opportunità che il mercato globale ci offre in termini comunicativi e promozionali è la sfida che dobbiamo raccogliere – prosegue Bambagioni – sia per valorizzare il nostro territorio sia per favorire il turismo e l’occupazione. Una sfida che Signa dovrà giocarsi nello sviluppo della città metropolitana fiorentina”.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti il sindaco di Signa Alessandro Cristianini e Sara Ambra, vicesindaco e assessore al turismo e alla promozione, che ha seguito a fondo la realizzazione del video.</p>
<p>Guarda il video:<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10" target="_blank"> https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10</a></span></p>
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		<title>Tempi d&#8217;oro per il vino toscano. Il rosso dop spopola nel mercato estero.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 21:03:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 2015: esportazioni aumentate del 22% di Sofia Porcino &#8211; Boom del vino toscano all&#8217;estero: nel 2015 le esportazioni sono aumentate del 22% rispetto all&#8217;anno precedente, mentre la crescita media italiana si ferma al 5,4%, per un valore totale di 923,4 milioni di euro. La Toscana è al secondo posto in Italia per valore delle esportazioni vinicole, dietro solo al Veneto, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><strong> <em>2015: esportazioni aumentate del 22%</em></strong></h5>
<section style="box-sizing: border-box;"><em>di Sofia Porcino</em><strong style="box-sizing: border-box;"> &#8211; Boom del vino toscano all&#8217;estero</strong>: nel 2015 <strong style="box-sizing: border-box;">le esportazioni sono aumentate del 22%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente, mentre la crescita media italiana si ferma al 5,4%, per un valore totale di <strong style="box-sizing: border-box;">923,4 milioni di euro.</strong></section>
<p><span id="more-1751"></span></p>
<section style="box-sizing: border-box;">La <strong style="box-sizing: border-box;">Toscana è al secondo posto in Italia</strong> per valore delle esportazioni vinicole, dietro solo al Veneto, secondo i numeri presentati da <strong style="box-sizing: border-box;">Toscana Promozione in occasione di Buy Wine,</strong> la due giorni fiorentina dove duecento produttori toscani inconteranno i compratori internazionali. Il <strong style="box-sizing: border-box;">12 e il 13 febbraio alla Fortezza da Basso</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">, appuntamento impirtante per le aziende vinicole toscane. A guidare</span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><strong style="box-sizing: border-box;">le vendite in tutto il mondo sono i rossi, soprattutto i Dop.</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> Il nord America -</span><strong style="box-sizing: border-box;">Stati Uniti ma anche Canada &#8211; il Regno Unito, la Francia</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">ma anche la Germania si confermano come i mercati principali. I nuovi cultori del vino toscano sono la</span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><strong style="box-sizing: border-box;">Cina, l&#8217;India e il Sud Africa</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">ma anche gli Emirati Arabi Uniti e Israele.</span><strong style="box-sizing: border-box;">Buy Wine, che lo scorso anno ha ospitato 6mila incontri d&#8217;affari, </strong>è solo il primo di molti eventi legati alla promozione del buon vino toscano. </section>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Termovalorizzatore di Case Passerini. Si farà.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 15:36:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di redazione &#8211; Il parere è favorevole. &#8220;Ci sono gli ultimi adempimenti da fare, c&#8217;è da fare anche il progetto esecutivo, ma in autunno contiamo di aprire i cantieri&#8220;, annuncia soddisfatto l&#8217;ad del Quadrifoglio Livio Giannotti.L&#8217;okay definitivo all&#8217;inceneritore è arrivato dopo anni e anni di ritardi. Le prime carte del nuovo inceneritore di Case Passerini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di redazione</em> &#8211; Il parere è favorevole. &#8220;<em>Ci sono gli ultimi adempimenti da fare, c&#8217;è da fare anche il progetto esecutivo, ma in autunno contiamo di aprire i cantieri</em>&#8220;, annuncia soddisfatto l&#8217;ad del Quadrifoglio Livio Giannotti.<span id="more-1747"></span>L&#8217;okay definitivo all&#8217;inceneritore è arrivato dopo anni e anni di ritardi. Le prime carte del nuovo inceneritore di Case Passerini risalgono al 2000. Quattordici anni dopo la chiusura dell&#8217;impianto di San Donnino. Oggi però, protesta permettendo, quello che i documenti ufficiali chiamano termovalorizzatore dovrebbe concludere i passaggi su carta, spalancando le porte alla fase operativa.</p>
<p>L&#8217;impianto dovrebbe bruciare 140mila tonnellate di rifiuti ogni anno. In pratica, circa 400 tonnellate al giorno. Dovrebbe dare lavoro, tra diretti e indiretti, a circa 50 persone. Il termovalorizzatore, grazie all&#8217;energia sprigionata, disporrà un generatore di 17,6 MWe (potenza nominale) che sarà quindi in grado di produrre annualmente circa 125 GWh di energia elettrica. Di questi, circa 106 GWh saranno ceduti alla rete, pari al consumo elettrico annuale di circa 40.000 famiglie. Il costo complessivo del termovalorizzatore si aggira sui 135 milioni di euro.</p>
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		<title>Oltre il cibo biologico, il cibo bioattivo.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 15:01:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’alimentazione del terzo millennio al centro dell’incontro “Di che cibo 6?” organizzato allo Chalet Fontana dall’Associazione Consonanze. di Sofia Porcino &#8211; Parla il Dott. Andrea Battiata, agronomo attivamente impegnato nel diffondere una alimentazione sopratutto consapevole. Consapevole e non solo biologica, ma nutriente. Mentre la certificazione biologica garantisce solo la filiera non garantisce che il prodotto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>L’alimentazione del terzo millennio al centro dell’incontro “Di che cibo 6?” organizzato allo Chalet Fontana dall’Associazione Consonanze.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Parla il Dott. Andrea Battiata, agronomo attivamente impegnato nel diffondere una <strong>alimentazione</strong> sopratutto <strong>consapevole</strong>. Consapevole e non solo biologica, ma <strong>nutriente</strong>. Mentre la certificazione biologica garantisce solo la filiera non garantisce che <strong>il prodotto finale conservi le sue sostanze nutritive.</strong><span id="more-1744"></span>Questo ulteriore passaggio verso il cibo sano è l’obiettivo del progetto <strong>NOA FOOD &#8211; cibo nutriente, organico, autentico.</strong> Prodotti ortofrutticoli coltivati con<strong> tecniche biodinamiche</strong>. Piante coltivate in uno specifico terriccio completamente naturale, composto da una serie di elementi che riproducono ciò che in natura avviene nelle foreste, dove la mano dell’uomo non arriva ma dove la natura riesce egregiamente a compiere il suo ciclo vitale e il terreno produce in autonomia le piante.</p>
<p>All’interno di questo terriccio le piante trovano il nutrimento necessario per <strong>crescere e dare i propri frutti all’uomo senza concimi, fertilizzanti e altre sostanze chimiche</strong>. Il prodotto che ne ricaviamo è <strong>ricco delle sostanze nutritive tipiche dell’ortaggio</strong> in questione, che nell’agricoltura industriale, pur bio che sia, perde.</p>
<p>L’agricoltura industriale infatti produce ortaggi e frutta che contengono minimo il 30% in meno delle sostanze nutritive tipiche del prodotto.</p>
<p>Parla Chiara Conti , una giovanissima studentessa di grafica e comunicazione che segue il Dott. Battista nel progetto del NOA FOOD e spiega che realizzare un piccolo orto urbano seguendo le linee guida del Dott. Battista non è una missione impossibile, <strong>è una tecnica semplice per riscoprire la sana abitudine di fare l’orto</strong> e controllare così il cibo portato alla bocca.</p>
<p>Grazie alla collaborazione con l’Orto Botanico di Firenze vengono organizzati corsi di giardinaggio e orto biodinamici.</p>
<p>Lo Chalet Fontana ha inoltre messo a disposizione parte del suo giardino per la coltivazione biodinamica e ha inserito nel menù una selezione di piatti preparati con gli ortaggi bioattivi.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" title="Intervista al Dott. Battiata" href="http://www.overthesky.it/di-che-cibo-6-la-produzione-del-cibo-bioenergetico-www-overthesky-it/" target="_blank">http://www.overthesky.it/di-che-cibo-6-la-produzione-del-cibo-bioenergetico-www-overthesky-it/</a></span></p>
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		<title>Lettera informativa delle MAMME NO INCENERITORE</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 14:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di redazione &#8211; Ecco la lettera informativa che circola ormai da giorni in un incessante tam-tam di mail e messaggi. Informazioni e alternative per dire no all&#8217;inceneritore di Case Passerini. Ciao a tutti, vi scrivo a nome nelle “Mamme no inceneritore”, un gruppo nato da pochi mesi, che raccoglie molti genitori della zona a nord di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di redazione</em> &#8211; Ecco la lettera informativa che circola ormai da giorni in un incessante tam-tam di mail e messaggi. Informazioni e alternative per dire no all&#8217;inceneritore di Case Passerini.</p>
<p>Ciao a tutti, vi scrivo a nome nelle “Mamme no inceneritore”, un gruppo nato da pochi mesi, che raccoglie molti genitori della zona a nord di Firenze (quartiere 5, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino), che hanno a cuore la salute dei propri figli e stanno cercando di promuovere l’informazione sul progetto dell’inceneritore di Firenze.</p>
<p>Da anni ci raccontano che questo inceneritore non farà danni, ma i dati smentiscono queste chiacchiere con assoluta certezza. Abbiamo gli esempi di Brescia o di Montale, ad esempio, a testimonianza del fatto che questi impianti sono MOLTO PERICOLOSI:</p>
<p><span id="more-1730"></span>* a Brescia la situazione è allucinante: aumenti impressionanti di tumori infantili, una situazione ambientale peggio di Taranto o di Seveso (vedi <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/11/brescia-la-bomba-ecologica-che-tutti-ignorano/442596/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/11/brescia-la-bomba-ecologica-che-tutti-ignorano/442596/</a></span>)</p>
<p>* a Montale si parla di “tumori come nella Terra dei Fuochi”:<br />
<a href="http://www.lanazione.it/pistoia/inceneritore-agliana-dati-tumori-1.384138"><span style="color: #0000ff;">http://www.lanazione.it/pistoia/inceneritore-agliana-dati-tumori-1.384138</span></a><br />
e pochi giorni fa la notizia della contaminazione dell’acqua ad Agliana:</p>
<p>http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2015/03/15/news/trovate-sostanze-cancerogene-nell-acqua-potabile-1.11050344</p>
<p>Per questo vorremmo informare tutti i cittadini di Firenze e provincia della pericolosità di questo impianto. Abbiamo riassunto alcuni dati che riteniamo doveroso diffondere:</p>
<p>QUANDO<br />
Nel 2015 inizieranno i lavori per la costruzione del nuovo INCENERITORE (alias termovalorizzatore ma di fatto brucerà rifiuti indifferenziati)</p>
<p>DOVE<br />
CASE PASSERINI accanto alla discarica già esistente (il luogo è già oggi chiamato ‘triangolo della morte’ perché incuneato tra autostrada, aeroporto, discarica e futuro inceneritore)</p>
<p>CHI<br />
Consorzio Q.THERMO ovvero HERA+Quadrifoglio che avranno tutto l’interesse a massimizzare i redditi = guadagnare il massimo bruciando più quantità possibile di rifiuti (il che significa NESSUNA seria politica di riduzione dei rifiuti per i prossimi 20/30 anni). Ricordiamo che attualmente i vertici di quadrifoglio sono indagati per “mancati controlli della radioattività, previsti per legge, sui rifiuti metallici; assenza della tracciabilità del percorso e delle tipologie dei rifiuti, medicinali scaduti compresi; infine (ma è una pista tutta da valutare), accertamenti sulle recenti gare d’appalto di Quadrifoglio che, secondo fonti investigative, potrebbero aver fatto emergere anche inquietanti contatti indiretti con la criminalità organizzata” (articolo completo su http://www.lanazione.it/firenze/firenze-rifiuti-quadrifoglio-1.619521)</p>
<p>COME<br />
198 mila tonnellate annue di rifiuti da bruciare: questa è la quantità di spazzatura che dovrà essere bruciata perché Q.Thermo guadagni. La società ha già chiesto ed ottenuto di poter ricevere e bruciare rifiuti provenienti da fuori regione e rifiuti speciali</p>
<p>QUANTO<br />
Quanto costerà l’inceneritore di Firenze?<br />
Oltre 163 milioni di Euro verranno spesi per costruire l&#8217;impianto di Case Passerini.</p>
<p>COSA<br />
piombo, diossina, arsenico sono solo alcune delle sostanze nocive che emetterà dalla sua torre alta 70 metri. Non le vedremo a occhio nudo perché saranno polveri sottili che penetrano nell’organismo e si accumulano negli anni (massima concentrazione in latte materno e cordone ombelicale = malformazioni e tumori infantili).<br />
IL RAGGIO DI DISPERSIONE DI QUESTE SOSTANZA È DI 25 KM! QUINDI DAL MUGELLO A BAGNO A RIPOLI TUTTI NE PAGHEREMO LE CONSEGUENZE.</p>
<p>Gli effetti per la salute li vedremo tra circa 15 – 20 anni il che significa che le pagheranno i nostri figli e i più giovani:<br />
per questo serve la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, a partire da genitori e alunni delle scuole della piana<br />
OPPONIAMOCI a questo progetto assurdo!</p>
<p>——————————————</p>
<p>LE ALTERNATIVE</p>
<p>In alternativa all&#8217;inceneritore (o come lo chiamano loro termovalorizzatore) chiediamo di abbandonare la politica dell&#8217;incenerimento e di adottare la strategia &#8216;RIFIUTI ZERO’, che a Capannori e in altri 225 Comuni Italiani sta raggiungendo l’obiettivo di non avere più rifiuti da smaltire entro il 2020.</p>
<p>LE ALTERNATIVE CI SONO!!!! E FUNZIONANO!!!<br />
Non solo: queste alternative portano ricchezza! A Capannori, oltre alla creazione di 60 nuovi nuovi posti di lavoro, si sta creando un indotto importante per la gestione e il riutilizzo dei materiali riciclati.<br />
Per maggiori informazioni:<br />
<a href="http://www.rifiutizerocapannori.it/"><span style="color: #0000ff;">http://www.rifiutizerocapannori.it/</span></a><br />
<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.repubblica.it/ambiente/2013/06/23/news/nella_citt_a_rifiuti_zero_qui_l_immondizia_oro-61677418/">http://www.repubblica.it/ambiente/2013/06/23/news/nella_citt_a_rifiuti_zero_qui_l_immondizia_oro-61677418/</a></span></p>
<p>Ricordiamo anche i driver approvati nel 2012 dal Parlamento Europeo che prevedono la messa al bando di inceneritore e discariche entro il 2020.</p>
<p>——————————————</p>
<p>COME FARE PER OPPORSI A QUESTO PROGETTO!<br />
Tutti voi potete aiutarci nella nostra opposizione, per il bene di noi cittadini e di tutti i bambini di Firenze e provincia!</p>
<p>COME?</p>
<p>1) Intanto vi chiediamo di informarvi e approfondire. Questo non è un problema che riguarda solo una zona di Firenze, ma tutta la sua provincia.</p>
<p>2) Di sostenere l’alternativa, che esiste e funziona: la strategia Rifiuti Zero http://it.wikipedia.org/wiki/Rifiuti_Zero</p>
<p>3) Di partecipare alle nostre iniziative, seguendo la nostra pagina Facebook <span style="color: #0000ff;">(<a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/mammenoinceneritorefirenze/timeline">https://www.facebook.com/mammenoinceneritorefirenze/timeline</a></span>) e iscrivendosi al nostro gruppo (<a href="https://www.facebook.com/groups/mammenoinceneritore/?fref=ts)"><span style="color: #0000ff;">https://www.facebook.com/groups/mammenoinceneritore/?fref=ts</span>)</a> per rimanere aggiornati.</p>
<p>Abbiamo anche un canale youtube dove puoi trovare dei video molto interessanti: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/channel/UCCs-37XnT8_PfIVdtlsfx-g">https://www.youtube.com/channel/UCCs-37XnT8_PfIVdtlsfx-g</a></span><br />
Vi segnaliamo, intanto, il video che spiega dettagliatamente cosa succederà con l’inceneritore di Case Passerini: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=bupMwrON5h8">https://www.youtube.com/watch?v=bupMwrON5h8</a></span></p>
<p>5) Inviate questa email a tutti i vostri contatti!!!! Tutti hanno il diritto di essere informati!<br />
Mamme No Inceneritore</p>
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		<title>Capire e contrastare la violenza domestica &#8211; intervista alla Dott.ssa Sara Strufaldi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 09:46:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne del 1993 definisce la violenza contro le donne come “qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6 align="left"><em>La Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne del 1993 definisce la violenza contro le donne come <strong>“qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata delle donne.&#8221;</strong></em></h6>
<hr />
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Ogni giorno ci troviamo di fronte a notizie che riguardano <strong>casi di violenza domestica</strong>, che spesso sfociano in efferati <strong>femminicidi.</strong></p>
<p>I dati degli ultimi anni sono preoccupanti. Nel 2012 i casi di femminicidio sono stati 157, nel 2013 sono saliti a 179 e nel 2014 non sono calati (fonte ansa).</p>
<p>I fattori scatenanti sono notoriamente legati al <strong>potere e al controllo dell’altra persona</strong>, alla <strong>gelosia</strong> ossessiva, al <strong>possesso</strong>.</p>
<p>Si tratta dunque di movente passionale quello che arma la mano di colui che dovrebbe amare. Ma <strong>le ragioni non sono così semplici da catalogare</strong>, sono infatti svariate e sono il <strong>frutto di fattori combinati tra loro</strong> che rendono <strong>ogni caso un caso a sé</strong>.</p>
<p>Per cercare di andare a fondo a questa piaga sociale affrontiamo la questione con la Dottoressa Sara Strufaldi, laureata in Psicologia criminale e investigativa all’Università degli Studi di Torino, con master di secondo livello in Psichiatria, Psicopatologia forense e criminologia. Ha avuto inoltre esperienze lavorative presso alcuni centri di ascolto della Regione Toscana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’intervista…</p>
<p><em>1- Le forme di violenza sulle donne sono molteplici, stupri, stalking sul lavoro, violenza sessuale o psicologica, ma quella in famiglia è probabilmente la più difficile da comprendere, quali ragioni la fanno scattare proprio all’interno del nucleo protettivo e rassicurante per eccellenza?</em></p>
<p>Secondo un approccio sistemico <strong>la famiglia è vista come il principale sistema vivente di riferimento nell’esperienza emotiva di una persona</strong>; è il primo contesto di esperienze all’interno del quale si formano le strutture cognitive ed emotive dell’individuo.</p>
<p>Le singole azioni di ogni componente della famiglia assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.</p>
<p>La famiglia è dunque un sistema dinamico in cui i vari componenti interagiscono tra loro, comunicano e si influenzano a vicenda.</p>
<p><strong>La violenza domestica è sintomo del fallimento della comunicazione e dell’interazione tra tali componenti</strong>.</p>
<p>Essendo quindi il sistema vivente di riferimento principale dell’essere umano <strong>la famiglia è “a portata di mano”, è il luogo dove è più facile esercitare il proprio potere e controllo, a causa del rapporto affettivo, della confidenza e della prossimità fisica.</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span id="more-1682"></span></span></p>
<p><em>2- Quali sono le ragioni che spingono un uomo ad essere violento nei confronti della propria compagna? Essendo un fenomeno che attraversa trasversalmente ogni classe sociale e cultura le ragioni dei gesti violenti sono da ricercare esclusivamente nella psiche della persona o anche in fattori esterni come l’educazione, la cultura, le ragioni economiche?</em></p>
<p><strong>Non esiste un profilo psicologico criminale preciso del maltrattante</strong>. La violenza domestica non è sempre dovuta ad una patologia o disturbo mentale, il ricondurla troppo spesso a tali ragioni può distogliere l’attenzione dal problema della violenza.</p>
<p>Ci sono vari fattori e ambiti che la attivano, l’OMS propone il modello ecologico, un modello che considera la violenza come un comportamento <strong>influenzato da plurimi livelli: individuale, relazionale, comunitario, sociale.</strong></p>
<p>Livelli che interagiscono tra loro e che portano ad una manifestazione della violenza domestica particolare; ogni caso è a sé, è scatenato e perpetrato secondo modalità e fattori a sé stanti e tipici di quello e non altro rapporto.</p>
<p>Resta <strong>basilare e comune a tutti i casi il concetto di fallimento della comunicazione</strong> e dell’iterazione tra i componenti famigliari.</p>
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<p style="text-align: center;"> <span style="color: #000000;">Fattori che favoriscono la violenza domestica</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Culturali:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Socializzazione separata per sessi</span><br />
<span style="color: #000000;">Definizioni culturali dei ruoli sessuali appropriati</span><br />
<span style="color: #000000;">Attribuzione di ruoli nella relazione</span><br />
<span style="color: #000000;">Idea della inerente superiorità dei maschi</span><br />
<span style="color: #000000;">Sistema di valori che conferisce agli uomini il diritto di proprietà su donne e bambine</span><br />
<span style="color: #000000;">Concezione della famiglia come sfera privata assoggettata al controllo dell’uomo,tradizioni matrimoniali (prezzo per la moglie, dote)</span><br />
<span style="color: #000000;">Ammissibilità della violenza come modalità di risoluzione dei conflitti</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Economici:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Dipendenza economica delle donne dagli uomini</span><br />
<span style="color: #000000;">Restrizioni di accesso al denaro o al credito</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Leggi discriminatorie per l’eredità, il diritto della proprietà, l’uso delle terre comuni e il mantenimento in seguito a divorzio o a vedovanza</span><br />
<span style="color: #000000;">Restrizioni di accesso all’occupazione sia nel settore formale che in quello informale</span><br />
<span style="color: #000000;">Restrizioni di accesso per le donne all’istruzione e alla formazione</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Giuridici:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Stato giuridico inferiore delle donne, secondo la legge scritta oppure quella consuetudinaria</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Leggi sul divorzio, affidamento dei figli, conservazione o eredità di patrimoni</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Definizioni legali dello stupro e dei maltrattamenti domestici</span><br />
<span style="color: #000000;">Basso tasso di alfabetizzazione legale tra le donne</span><br />
<span style="color: #000000;">Brutalità del trattamento di donne e bambine da parte della polizia e della magistratura</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Politici</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Sottorappresentanza delle donne al potere, nella politica, nei mezzi di informazione e nelle professioni mediche e giuridiche</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">La violenza domestica non viene presa sul serio</span><br />
<span style="color: #000000;">Concezione della famiglia come dimensione privata al fuori del controllo dello</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Stato</span><br />
<span style="color: #000000;">Rischio di mettere in discussione lo status quo oppure le leggi religiose</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Scarso livello di organizzazione delle donne in quanto forza politica</span><br />
<span style="color: #000000;">Scarsa partecipazione delle donne nei sistemi politici organizzati</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">(Fonte: Heise, 1994)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Innocenti Digest num. 6 &#8211; Giugno 2000 Unicef, “La violenza domestica contro le donne e le bambine” Centro di ricerca innocenti. Firenze, Italia. Pag. 7 di 30</span></p>
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<p><em>3-  Quali invece le ragioni che tengono legata una donna ad un compagno violento? Spesso nemmeno l’amore per i figli, spettatori o vittime della stessa violenza, riesce ad allontanarle dai continui maltrattamenti, perché?</em></p>
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<p>La risposta non è semplice, ma si può trovare una spiegazione al mantenersi accanto ad un uomo violento nella <strong>teoria del ciclo della violenza</strong>. Il ciclo dell’abuso è una <strong>teoria criminologica</strong> sviluppata negli anni ’70 da Lenore Walker per indicare modelli di comportamento che si verificano in un relazione abusiva. Il ciclo dell’abuso segue una progressione ben precisa e si protrae finché il conflitto non si estingue; solitamente quando la vittima abbandona la relazione. Tale ciclo può reiterarsi centinaia e centinaia di volte dando vita ad altrettanti atti di violenza durante la relazione, può riattivarsi nel giro di anni, giorni, ore.</p>
<p><strong>La durata dei momenti sereni diminuisce nel corso del tempo tanto da rendere impercettibile la fase di latenza.</strong></p>
<p><strong>Le ragioni psicologiche che legano al maltrattante risiedono in quella che è la quarta fase, chiamata “luna di miele”; è la speranza che il maltrattante cambi atteggiamento che rimanda la decisione risolutiva di togliersi da una situazione pericolosa. La speranza riposta nell’altro e non in sé stessa.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/Cycle_of_Abuse.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1691" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/Cycle_of_Abuse.png" alt="Cycle_of_Abuse" width="3307" height="2480" /></a></strong></p>
<p>Ci sono inoltre <strong>ragioni economiche</strong> che tengono legata una donna. <strong>Ragioni culturali</strong> o <strong>pressioni esterne</strong> che cercano di “salvare” un matrimonio, la facciata rispetto alla persona.</p>
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<p>I figli. <strong>I figli sono le altre grandi vittime della violenza domestica</strong>. Per un bambino assistere alle violenze esercitate sulla propria madre ha lo stesso effetto che ha sulla madre subirle di persona. i figli sono dunque esposti agli stessi effetti, catastrofici, ai quali è esposta la madre. Vittime poi una seconda volta se si considera che una donna che subisce violenza impiega tutte le proprie energie e risorse nel cercare di prevedere e dunque evitare l’attacco del compagno o marito, stremate, lasciano i figli senza le proprie cure e attenzioni.</p>
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<p><em>4- Si è sempre affrontato il problema dal punto di vista femminile, centri di ascolto, accoglienza e antiviolenza; da pochi anni sono sorti centri per uomini maltrattanti, dal punto di vista specialistico è utile questo approccio maschile? In che modo prendere in esame gli uomini maltrattanti può aiutare a contrastare questo fenomeno?</em></p>
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<p>Come approccio è positivo anche se difficile da portare avanti, nel senso che <strong>è difficile che un uomo maltrattante ammetta di avere un problema e vada a chiedere aiuto</strong>. Quando ciò si verifica è senza dubbio importante il cammino che intraprenderà insieme agli operatori dei centri di ascolto.</p>
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<p><em>5- Quanto è breve il passo dalla violenza domestica al femminicidio?</em></p>
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<p>In realtà <strong>esso non è breveassolutamente</strong>. Prima di arrivare all’uccisione della compagna o moglie ci sono dei segnali che sarebbero ben riconoscibili se le donne fossero “addestrate” a riconoscerli. Sono segnali presenti anche in periodi in cui la violenza non è palese o reiterata.</p>
<p>Primo evidente segnale di pericolo è che alivello temporale i momenti di serenità all’interno della coppia diventano sempre più rari e brevi. Inoltre a livello di intensità le modalità della violenza potrebbero aggravarsi.</p>
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<p>L’OMS propone un elenco di indici di pericolo:</p>
<p>1- percezione soggettiva della donna di esser in pericolo</p>
<p>2- gelosia ossessiva e possessiva</p>
<p>3- presenza di armi</p>
<p>4- precedenti atti di violenza</p>
<p>5- escalation di violenza negli ultimi periodi</p>
<p>6- episodi particolarmente gravi o crudeli</p>
<p>7- abuso di animali domestici</p>
<p>8- precedenti penali</p>
<p>9- uso di alcol o sostanze stupefacenti (nel maltrattante o nella vittima)</p>
<p>10- comportamenti violenti anche al di fuori dell’ambiente domestico.</p>
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<p><strong>Non esistono prove scientifiche sufficientemente esaustive per affermare che esista una sorta di “raptus” che esplode senza aver dato segnali in precedenza.</strong> Sarebbe come affermare che un persona che non ha mai manifestato segni di alcun tipo, né patologie biologiche, possa in qualunque momento della vita commettere un crimine efferato. In realtà non è così, <strong>i segnali ci sono</strong>, non vanno ignorati e bisogna insegnare alle donne, fin da bambine, a non ignorarli, a non minimizzare determinati atti e a chiamarli con il proprio nome, abbandonando ogni tipo di eufemismo. La violenza è violenza e solo chiamandola con il proprio nome può essere riconosciuta in tempo.</p>
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<p><em>6- Quali strategie educative per evitare che i piccoli di oggi si trasformino negli uomini maltrattanti di domani e che le piccole siano in grado di allontanarsi da situazioni famigliari pericolose e violente.</em></p>
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<p><strong>Ai bambini è importante insegnare il rispetto per il genere femminile e la parità di diritti e doveri.</strong> Far assimilare <strong>la comunicazione come principale e unico metodo di interazione.</strong></p>
<p><strong>Alle bambine è necessario far capire che hanno gli stessi doveri e diritti dei maschi e che la propria individualità e indipendenza ha lo stesso valore pratico e morale di quella maschile.</strong></p>
<p>Educare inoltre <strong>all’illegittimità della violenza in qualunque tipo di relazione</strong>, in quanto la violenza è il fallimento della comunicazione.</p>
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<p><em>7 &#8211; Quali passi si devono compiere per aiutare chi è vittima della violenza domestica, anche alla luce della tua esperienza presso centri antiviolenza? Cosa manca, se manca, al sistema per evitare tante vittime?</em></p>
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<p>I centri di ascolto già fanno molto, i problemi sono legati ai fondi. I progetti e le organizzazioni che ruotano intorno al tema della violenza domestica sono ben organizzati da psicologi, assistenti sociali, operatori sul campo e volontari. <strong>Per il futuro è senza ombra di dubbio l’educazione quella che può cambiare le cose</strong>. Per il presente sarebbe utile un ruolo più decisivo da parte delle amministrazioni.</p>
<p><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/violenza.jpeg"><img class=" size-full wp-image-1686 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/10/violenza.jpeg" alt="" width="400" height="264" /></a></p>
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<p>Le parole della dottoressa Sara Strufaldi fanno realizzare considerazioni importanti sui messaggi che la società invia alle donne, fin da piccole. Anche dal mondo delle fiabe, ad esempio, <strong>giungono messaggi sbagliati rispetto al ruolo della donna, alla sua identità, alla suo posto nel mondo</strong>. Le fiabe, rivolte alle menti-spugne delle bambine che ascoltano o guardano con attenzione e si identificano nel ruolo della protagonista, spesso una principessa, che è tale per un bacio, è principessa dal momento in cui il famigerato Principe Azzurro la fa diventare tale. Il ruolo della protagonista femminile è quasi sempre un ruolo passivo, un ruolo fatto di attese e di una svolta tanto attesa che avviene soltanto nel momento dell’incontro con il personaggio maschile. <strong>Il messaggio che passa è pericoloso: le donne aspettano l’uomo per diventare qualcuno o per essere salvate da una situazione che non piace.</strong></p>
<p>Educare è l’unica via possibile per cambiare il futuro. <strong>Educare le bambine a sentirsi qualcuno nel mondo non attraverso gli altri, non attraverso l’uomo, non attraverso l’amore idealizzato, ma attraverso se stesse e le proprie risorse interne</strong>. Ecco che così si stronca sul nascere un possibile legame fatale che, in nome dell’amore, le tiene legate ad un uomo che nella loro mente è colui che le rende “qualcuno” nel mondo. <strong>Pensare all’amore e dunque all’amato come colui che fonda la propria identità rende difficile l’abbandono dello stesso, nonostante le violenze che esercita</strong>.</p>
<p>Educare i bambini a non considerare la violenza come mezzo per ottenere e raggiungere gli obiettivi. Che l’amore e la presenza della compagna arrivano e si mantengono attraverso il dialogo e il rispetto per l’individualità altrui.</p>
<p><strong>L’indipendenza, sia economica che psicologica, e la ricerca di se stesse all’interno della propria persona sono le efficaci armi contro il rischio di trovarsi strette nella morsa del ciclo della violenza</strong>.</p>
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		<title>Osmannoro-Firenze. Manifestazione cittadina per la salute di tutti. Importante appuntamento Sabato 11 Aprile 2015</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 07:42:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per un territorio più vivibile e libero dalle nocività. di Sofia Porcino &#8211; L&#8217;appuntamento è per Sabato 11 Aprile 2015. Ore 15,00. Casa rossa all&#8217;Osmannoro. Una grande manifestazione di cittadini e comitati per la salute del territorio e dei suoi abitanti. Da anni si lotta contro tutte le nocività che stringono in una morsa insalubre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Per un territorio più vivibile e libero dalle nocività.</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; L&#8217;appuntamento è per <strong>Sabato 11 Aprile 2015. Ore 15,00. Casa rossa all&#8217;Osmannoro.</strong> <a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/manifesto_11_aprile_fronte_vers_finale.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1656 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/manifesto_11_aprile_fronte_vers_finale-213x300.jpg" alt="manifesto_11_aprile_fronte_vers_finale" width="213" height="300" /></a></p>
<p>Una grande <strong>manifestazione di cittadini e comitati</strong> per la salute del territorio e dei suoi abitanti. Da anni si lotta <strong>contro tutte le nocività</strong> che stringono in una morsa insalubre la <strong>Piana di Firenza-Prato-Pistoia.</strong></p>
<p>Un percorso che dall&#8217;Osmannoro arriva fino a Novoli, davanti alla sede della Regione. Un&#8217;ennesima manifestazione <strong>per dire &#8220;no&#8221; all&#8217;inceneritore e alla nuova pista parallela dell&#8217;aeroporto peretolino.</strong><span id="more-1655"></span></p>
<p>Stando al rapporto dell’Agenzia Europea dell’ambiente denominato <em>Air quality</em> emerge che <strong>milioni di europei</strong> soffrono di <strong>problemi respiratori o cardiaci </strong>causati dall&#8217;aria insalubre. <strong>400mila morti premature in Europa</strong> (dato 2011) sono imputabili all’inquinamento.<br />
Nella maggior parte delle 400 città analizzate, le percentuali di sostanze inquinanti superano i livelli di guardia fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).</p>
<p>In Italia l’<strong>inquinamento atmosferico</strong> è concentrato nelle <strong>zone urbane</strong>, prevalentemente nel nord, in particolare la <strong>Pianura Padana</strong>, assediata soprattutto da polveri sottili e ossidi di azoto, risulta tra le zone più inquinate.</p>
<p>Anche alla luce di questi allarmanti dati si muove la manifestazione di Sabato 11 Aprile. <strong>Proteggere la salute dei cittadini del nord-ovest fiorentino</strong> è l&#8217;obiettivo principale di anni di attività di informazione, protesta e ricerca di soluzioni alternative.</p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/?p=1560" target="_blank">Peretola e la nuova pista parallela. Nasce il Comitato di garanzia per l&#8217;impatto ambientale.</a></span></p>
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