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		<title>Firenze fiorita: appuntamenti con piante e fiori da non perdere</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 07:21:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Sboccia la primavera e Firenze crea molteplici occasioni per ammirare fiori e pianti. L&#8217;ultima, non in ordine di importanza ma di rinnovato prestigio dal passato, è la trasformazione del cortile degli Uffizi in giardino. Allestimento di piante e fiori fino al 15 Maggio. E poi il Giglio, il fiore di Firenze per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Sboccia la primavera e Firenze crea molteplici occasioni per ammirare fiori e pianti. L&#8217;ultima, non in ordine di importanza ma di rinnovato prestigio dal passato, è la trasformazione del <strong>cortile degli Uffizi</strong> in giardino. Allestimento di piante e fiori fino al 15 Maggio.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/04/image.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1782 aligncenter" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/04/image-300x225.jpg" alt="image" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E poi il Giglio, il fiore di Firenze per eccellenza, Iris o Giaggiolo che dir si voglia. Come non celebrare il fiore che campeggia nello stemma cittadino. Attualmente petali rossi su fondo bianco, prima della sconfitta dei ghibellini da parte dei Guelfi era l&#8217;opposto. Fiore molto diffuso oggi come allora torna protagonista, da 25 Aprile, al <strong>Giardino dell&#8217;Iris</strong>, sotto piazzale Michelangelo, unico orto botanico in Europa dedicato esclusivamente a questo fiore, meta di specialisti e botanici di vari Paesi anche perché importante riserva di germoplasma, ovvero banca dei geni. <span style="line-height: 1.5;">Fino al 20 maggio è visitabile gratuitamente per ammirare una fioritura di decine di varietà.</span></p>
<p>Torna, sempre nel periodo del 25 Aprile e 1 Maggio, la Mostra Mercato Primaverile di piante e fiori che si tiene anche in autunno (primi di Ottobre). Un appuntamento da non perdere per gli amanti del verde. Nel delizioso <strong>Giardino dell&#8217;Orticoltura,</strong> a due passi da Piazza Libertà, si tiene con orario continuato una manifestazione pluriennale. Ingressi da Via Vittorio Emanuele II, 4 e da Via Bolognese, 17.</p>
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		<title>Dieci minuti per presentare Signa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 16:21:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.                       [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.  <span id="more-1762"></span>                                                                                                           C’è il passato, con la sua lunga tradizione artigiana della paglia, fino ai primi anni del Novecento motore economico di Signa e del suo territorio, come documentato al Museo della Paglia. Ci sono la storia e la cultura, con le chiese e le manifestazioni storiche che ancora vivono. E ci sono le potenzialità del presente, con le piste ciclabili lungo l’Arno e l’esperienza del parco dei Renai, “biglietto da visita di Signa, un comune molto attento al benessere della propria comunità”, come ha spiegato il consigliere regionale Paolo Bambagioni, già sindaco di Signa, che ha preso parte alla presentazione.</p>
<p>Il video attuale, realizzato da Elena e Fabrizio Vignali, è lo sviluppo di quello presentato all’Expo 2015 dal 17 al 20 settembre 2015. Si inserisce nel percorso di valorizzazione della rete toscana del buon vivere all’area aperta, cui hanno aderito, con Signa, diversi comuni toscani come San Gimignano, Volterra, Carmignano. “L’esperienza del Comune di Signa con la sua partecipazione ad Expo 2015 rappresenta un percorso virtuoso da riproporre e sostenere”, ha detto Bambagioni. “L’attività di promozione turistica è sempre stata coltivata a Signa. Saper usare le opportunità che il mercato globale ci offre in termini comunicativi e promozionali è la sfida che dobbiamo raccogliere – prosegue Bambagioni – sia per valorizzare il nostro territorio sia per favorire il turismo e l’occupazione. Una sfida che Signa dovrà giocarsi nello sviluppo della città metropolitana fiorentina”.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti il sindaco di Signa Alessandro Cristianini e Sara Ambra, vicesindaco e assessore al turismo e alla promozione, che ha seguito a fondo la realizzazione del video.</p>
<p>Guarda il video:<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10" target="_blank"> https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10</a></span></p>
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		<title>Tempi d&#8217;oro per il vino toscano. Il rosso dop spopola nel mercato estero.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 21:03:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 2015: esportazioni aumentate del 22% di Sofia Porcino &#8211; Boom del vino toscano all&#8217;estero: nel 2015 le esportazioni sono aumentate del 22% rispetto all&#8217;anno precedente, mentre la crescita media italiana si ferma al 5,4%, per un valore totale di 923,4 milioni di euro. La Toscana è al secondo posto in Italia per valore delle esportazioni vinicole, dietro solo al Veneto, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><strong> <em>2015: esportazioni aumentate del 22%</em></strong></h5>
<section style="box-sizing: border-box;"><em>di Sofia Porcino</em><strong style="box-sizing: border-box;"> &#8211; Boom del vino toscano all&#8217;estero</strong>: nel 2015 <strong style="box-sizing: border-box;">le esportazioni sono aumentate del 22%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente, mentre la crescita media italiana si ferma al 5,4%, per un valore totale di <strong style="box-sizing: border-box;">923,4 milioni di euro.</strong></section>
<p><span id="more-1751"></span></p>
<section style="box-sizing: border-box;">La <strong style="box-sizing: border-box;">Toscana è al secondo posto in Italia</strong> per valore delle esportazioni vinicole, dietro solo al Veneto, secondo i numeri presentati da <strong style="box-sizing: border-box;">Toscana Promozione in occasione di Buy Wine,</strong> la due giorni fiorentina dove duecento produttori toscani inconteranno i compratori internazionali. Il <strong style="box-sizing: border-box;">12 e il 13 febbraio alla Fortezza da Basso</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">, appuntamento impirtante per le aziende vinicole toscane. A guidare</span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><strong style="box-sizing: border-box;">le vendite in tutto il mondo sono i rossi, soprattutto i Dop.</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> Il nord America -</span><strong style="box-sizing: border-box;">Stati Uniti ma anche Canada &#8211; il Regno Unito, la Francia</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">ma anche la Germania si confermano come i mercati principali. I nuovi cultori del vino toscano sono la</span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><strong style="box-sizing: border-box;">Cina, l&#8217;India e il Sud Africa</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">ma anche gli Emirati Arabi Uniti e Israele.</span><strong style="box-sizing: border-box;">Buy Wine, che lo scorso anno ha ospitato 6mila incontri d&#8217;affari, </strong>è solo il primo di molti eventi legati alla promozione del buon vino toscano. </section>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allarmismo alimentare o reale pericolo per la salute? Riflessioni di Valore Cibo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 16:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Valore Cibo si interroga sulla recente tendenza dei media a &#8220;smascherare il peggior cibo killer del momento&#8221;, cibo inquinato, velenoso, altamente dannoso per la nostra salute. di Sofia Porcino &#8211; La bolla è scoppiata con l&#8217;ultimo studio dell’OMS sulle carni rosse e lavorate, sulla loro alta responsabilità nel provocare il tumore negli umani, in particolare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>Valore Cibo si interroga sulla recente tendenza dei media a &#8220;smascherare il peggior cibo killer del momento&#8221;, cibo inquinato, velenoso, altamente dannoso per la nostra salute.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; La bolla è scoppiata con l&#8217;ultimo studio dell’OMS sulle <strong>carni rosse e lavorate</strong>, sulla loro alta responsabilità nel provocare il tumore negli umani, in particolare il <strong>tumore al colon</strong>. A tal proposito il nostro Ministro della Salute Lorenzin è intervenuta sottolineando la <strong>necessità di non creare allarmismi, </strong>anche in virtù del fatto che lo studio completo non è ancora pronto e che lo sarà soltanto a metà 2016. Il presidente Mattarella ha invece richiamato l&#8217;attenzione sul lavoro dei media, ricordando l’importanza di dare notizie “&#8230;chiare, corrette e misurate. Da qui si comprende il ruolo fondamentale dei media, anche loro chiamati a una grande responsabilità.” Niente allarmismi, dunque. Ma <strong>l’allarmismo è una tendenza che pare essere di moda ultimamente</strong>, soprattutto in campo alimentare.<span id="more-1712"></span></p>
<p>Fino a qualche anno fa si parlava di <strong>cibo spazzatura</strong> per riferirsi a quegli alimenti provenienti perlopiù da oltreoceano che hanno avuto un grande successo nel nostro paese a partire dalla metà degli anni ’90: <em>hot dog</em>, <em>hamburger</em>, patatine fritte, salse unte che li accompagnano, bevande zuccherate e gassate. Il dito è stato molto tempo puntato contro questa ristretta cerchia di prodotti. Rincuorante la loro ristrettezza e la loro lontananza dalle nostre abitudini alimentari.<br />
Contraltare sano era la sana <strong>cucina mediterranea,</strong> che affonda le radici nelle antiche tradizioni contadine italiane. Anni, quelli della lotta al cibo spazzatura, che hanno visto rinascere i piatti della tradizione povera, eletti a paladini del cibo salutare. Contro i mostri che uscivano a nastro continuo dalle nefaste cucine dei <em>fast food</em>, fucine infaticabili di “schifezze” piene di grassi, zuccheri, conservanti e olii fritti e rifritti si sono battute intere schiere di salutisti convinti. Lotta ai <em>fast food</em>, in nome della salute umana, ma tinta da poco ben mascherati ideali politici che combattevano il temuto mostro della globalizzazione.</p>
<p><strong>Oggi</strong> siamo davanti ad una <strong>variazione di tendenza</strong>: oggi sembra andare di moda la corsa a chi “smaschera” <strong>il prodotto più responsabile delle peggiori malattie</strong> e a turno si addita un cibo piuttosto che l’altro.</p>
<p>Nel periodo dell&#8217;eco-scandalo in Campania che riguardava lo smaltimento dei rifiuti gestito dalla malavita era il turno della mozzarella di bufala. I terreni inquinati dal non corretto smaltimento dei rifiuti erano i responsabili di un inquinamento a catena che, passando dagli animali arrivava al prodotto finito, la <strong>mozzarella di bufala</strong>, appunto. Oggi da quel fronte tutto tace. Già risolta la questione? O notizia ormai superata?</p>
<p><strong>La carne</strong>, soprattutto quella <strong>rossa e lavorata</strong>, è al centro di una feroce campagna contro i cibi cancerogeni, che sarebbero i principali responsabili dei tumori. Tesi da tempo sostenuta dal professor Veronesi è oggi sostenuta anche dagli studi dell’OMS. Regina indiscussa dei nemici della salute sta lasciando la vetta del podio ad un altro diffusissimo prodotto alimentare. Notizia freschissima è infatti quella che riguarda il <strong>latte vaccino</strong>: sembrerebbe proprio lui il principale responsabile dei tumori.</p>
<p><strong>La verdura</strong>, come la povera mozzarella di bufala, <strong>è vittima dell’inquinamento</strong> delle falde acquifere e dei terreni coltivabili. Non recentissimo caso fu quello del radicchio trevigiano, anch’esso ritenuto una vera bomba chimica a causa degli scarichi inquinanti delle fabbriche dei territori limitrofi ai campi di coltivazione.</p>
<p><strong>Il pollame è pieno di ormoni</strong> che ne gonfiano il petto. <strong>Il pesce ricco di mercurio e altri metalli pesanti. </strong></p>
<p><strong>Farina, latte, sale e zucchero</strong>, che, ironia del destino, sono ingredienti alla base della nostra tradizione culinaria, sono chiamati i <strong>quattro veleni bianch</strong>i. Sia per i loro componenti intrinsechi che per le tecniche di lavorazione.</p>
<p>Allarmismo campato per aria, figlio del nostro tempo e indistintamente causa ed effetto della triste sensazione del secolo di essere continuamente sotto scacco o reale pericolo per la salute? Resta il fatto che la <strong>sensazione è proprio quella di essere inevitabilmente circondati da cibo spazzatura</strong>, che non si limita più soltanto a quella ristretta cerchia di prodotti “americani”, facilmente non consumabili evitando i <em>fast food</em>; il cibo spazzatura adesso è proprio quell’insieme di prodotti che sempre ha fatto parte della nostre tavole e che non è così facilmente evitabile. Insomma non c’è via di scampo: sembra di essere destinati ai prodotti cancerogeni, dannosi e pericolosi, costretti a consumarli, costretti &#8220;a decidere se morire di tumore o di fame&#8221; &#8211; come recita uno dei popolarissimi e sarcastici <em>post</em> usciti sui <em>social network</em> proprio a seguito dello studio sulle carni rosse e lavorate.</p>
<p>Viene da chiedersi cosa c’è dietro a questa pressante e continua campagna di &#8220;sensibilizzazione&#8221;, che più che tale sta assumendo i toni di un vero e proprio bombardamento mediatico atto a terrorizzare i consumatori.<br />
Niente di tutto ciò che abbiamo mangiato fino a ieri adesso va più bene; la farina, il latte, le uova, la frutta, il pesce, la carne, ecc&#8230;</p>
<p>Senza sminuire gli studi scientifici e gli effettivi scandali ecologici viene da chiedersi chi stia guadagnando da questa lotta al cibo inquinato e/o cancerogeno? Forse i grandi produttori di cibo biologico che con le etichette no ogm e bio hanno creato un mastodontico giro d&#8217;affari che frutta dollari suonanti ininterrottamente e che, visto l’allarmismo sociale diffuso, è da molti considerata l’unica ancora di salvezza per la nostra salute minacciata vigliaccamente dai nostri cari prodotti tradizionali?</p>
<p>Sarà poi così bio e no ogm tutto ciò che viene presentato come tale?</p>
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		<title>Serena Pallottini. Un&#8217;italiana negli States</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 15:45:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un’artista italiana che porta negli Usa il suo talento e il nostro orgoglio nazionale. di Sofia Porcino &#8211; 10 agosto 1988. Nasce a Roma Serena Pallottini. Nasce un’artista. Serena mostra fin da piccola le sue capacità artistiche e sente forte la spinta verso il mondo delle arti. La sua carriera inizia presto: debutta infatti a soli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>Un’artista italiana che porta negli Usa il suo talento e il nostro orgoglio nazionale.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; 10 agosto 1988. Nasce a Roma Serena Pallottini. Nasce un’artista. Serena mostra fin da piccola le sue capacità artistiche e sente forte la spinta verso il mondo delle arti. La sua carriera inizia presto: debutta infatti a soli 11 anni con &#8220;Canto di Natale&#8221; di Charles Dickens. A 13 anni Alessandro Gassman le consegna il suo primo riconoscimento per il ruolo di protagonista nello spettacolo Mediaten.</p>
<p><span id="more-1709"></span></p>
<p>Si dedica alla danza classica e moderna presso l’associazione cullare ARSmovendi di Andrea Cagnetti, con cui si esibisce al teatro Greco di Roma.<br />
Dopo la maturità classica si iscrive al DAMS e porta avanti i suoi studi di recitazione presso l’Accademia Blu di Beatrice Bracco.</p>
<p>A 23 anni il grande passo: Serena sbarca negli States, precisamente a New York. L’incontro chiave è quello con Susan Batson, riferimento indiscusso nel mondo del cinema, dalla cui scuola sono emersi attori come Nicole Kidman, Juliette Binoche, Tom Cruise e Liv Tyler.</p>
<p>Susan Batson vede in Serena una grande vena artistica e un giusto potenziale, decide così di farla lavorare sul personaggio di Eleonora Duse. Serena è sufficientemente matura per scavare nella complessità pubblica e privata della vita della Duse e ridare vita ad un complesso e sfaccettato personaggio come lei.</p>
<p>Anche il 2012 è un anno ricco di soddisfazioni: conosce il regista John Gallagher e con lui lavora a numerosi cortometraggi presso la School of Visual Arts di NY, partecipa al film &#8220;Free Richard&#8221; di Carl Ford. Nel 2013 prende parte nel film &#8220;Graveddigger&#8221; a fianco di Keith Collins. Il film vince il premio miglior thriller al Downbeach Festival di Atlantic City. Durante il celebre Festival Figment di Ny Serena si esibisce nello spettacolo &#8220;In scena&#8221; di Laura Caparotti e Donatella Codonesu.</p>
<p>&#8220;Clean cut&#8221; di Joseph Pepitone è il film nel quale Serena recita come coprotagonista nuovamente accanto a Keith Collins. Film in postproduzione come il cortometraggio &#8220;Waiting for Harry&#8221;, al quale Serena ha preso parte.</p>
<p>Serena attualmente lavora nella casa di produzione indipendente Jack Boar Pictures.</p>
<p>Oltre alla brillante carriera di doppiatrice e attrice Serena ha anche ottime doti canore, grazie alle quali si è esibita a Roma al Felt Musica Club e al Triad Theatre di NY.</p>
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		<title>Cibo tarocco alla gogna. Difendiamo il Made in Italy</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 10:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il falso Made in Tuscany in gabbia. Alla Casa delle Eccellenze, l’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Coldiretti, esibisce gli orrori scoperti e sequestrati in tutto il mondo. di redazione &#8211; Fino al 31 ottobre si può visitare la più grande galleria di tarocchi mai allestita in Toscana intitolata &#8220;I [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><span class="sommario"><em>Il falso Made in Tuscany in gabbia. Alla Casa delle Eccellenze, l’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Coldiretti, esibisce gli orrori scoperti e sequestrati in tutto il mondo.</em> </span></h5>
<div class="immaginenotizia"><img class="immaginebordo alignright" src="http://met.cittametropolitana.fi.it/public/images/t_20151019170739527.jpg" alt="Prodotti contraffatti" /></div>
<p><em>di redazione</em> &#8211; Fino al 31 ottobre si può visitare <strong>la più grande galleria di tarocchi</strong> mai allestita in Toscana intitolata &#8220;<em>I nuovi mostri a tavola&#8221;</em>. Prodotti spesso nocivi per la salute, che <strong>danneggiano inoltre l’immagine del Made in Italy</strong>, contribuiscono a far chiudere imprese e a distruggere posti di lavoro.</p>
<p><span id="more-1699"></span><br />
Fra i 32 esempi di prodotti spacciati per italiani o toscani il Chianti prodotto in California, il celebre kit per farsi in garage il nostro Doc, la finocchiona americana Columbus, il salame declinato con tante ingannevoli etichette come il Firenza Salami prodotto in Germania, oppure il latte statunitense chiamato Tuscan.</p>
<p>I <strong>prodotti sequestrati</strong> e rinchiusi nella gabbia dell’ex tribunale subiranno anche un processo al falso Made in Italy (mercoledì 21 ottobre, ore 11) dove a trascinare i tarocchi sul banco degli imputati saranno veri produttori di Coldiretti e militari dei Nas (il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri), con una giuria popolare &#8211; il pubblico presente in sala &#8211; che alla fine esprimerà il verdetto.</p>
<div id="bloccoImmaginiExtra"></div>
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		<title>Buone notizie anche per la produzione di castagne</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 10:34:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La castanicoltura toscana è sulla via della guarigione. Rispetto allo scorso anno ci sarà il 50% in più di castagne. di redazione &#8211; Dall&#8217;analisi di Coldiretti Toscana e associazione nazionale Città del castagno si capisce che la lotta al cinipide inizia a dare i primi buoni frutti. Dopo quattro lunghi anni, durante i quali si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>La castanicoltura toscana è sulla via della guarigione. Rispetto allo scorso anno ci sarà il 50% in più di castagne.</em></h5>
<p><em>di redazione</em> &#8211; Dall&#8217;analisi di Coldiretti Toscana e associazione nazionale Città del castagno si capisce che <strong>la lotta al cinipide inizia a dare i primi buoni frutti</strong>. Dopo quattro lunghi anni, durante i quali si è registrata una inesorabile caduta della produzione fino a sfiorare quasi l&#8217;azzeramento, si intravedono segnali che fanno ben sperare.</p>
<p><span id="more-1696"></span><br />
&#8220;<em>L&#8217;introduzione dell&#8217;antagonista naturale del cinipide galligeno, il torymus sinensi, sta dando già ottimi risultati.</em> &#8211; spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana &#8211; <em>I primi riscontri sono incoraggianti. E&#8217; un&#8217;annata inaspettata che rimette in moto un&#8217;economia molto importante che produce un&#8217;integrazione al reddito decisiva per la stabilità delle aziende agricole. La castanicoltura ha permesso a molte generazioni di sopravvivere in passato e lo sta facendo ancora tutto oggi</em>&#8220;.<br />
Lo scorso anno la ridotta produzione locale aveva provocato una massiccia importazione di prodotti dall&#8217;estero in particolare da Spagna, Portogallo, Turchia, Slovenia e Romania. Quest&#8217;anno invece l&#8217;aumento del prodotto, in tutta la Toscana, contribuirà a rallentare le importazioni .</p>
<p>La Toscana, ricorda infine Coldiretti, è in cima alla vetta per la <strong>qualità del prodotto</strong> con 5 tipi di castagne e derivati: <strong>il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina della Lunigiana Dop.</strong></p>
<p>Consumiamo prodotti locali!</p>
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		<title>olio a gogò, un 2015 da favola per l&#8217;extravergine toscano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 07:46:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Autunno d&#8217;oro per l&#8217;olio toscano di Sofia Porcino- 2015. L&#8217;anno della rinascita per l&#8217;olio extravergine toscano. Grazie al caldo rovente di un&#8217;estate anomala rinasce la produzione dell&#8217;olio; sembra proprio che le alte temperature di questa estate appena trascorsa abbiamo ucciso la mosca olearia che nel 2014 causò la scarsa quantità di olio prodotto. La produzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Autunno d&#8217;oro per l&#8217;olio toscano<br />
</em></h5>
<p>di Sofia Porcino- 2015. L&#8217;anno della rinascita per l&#8217;olio extravergine toscano. Grazie al caldo rovente di un&#8217;estate anomala rinasce la produzione dell&#8217;olio; sembra proprio che le alte temperature di questa estate appena trascorsa abbiamo ucciso la mosca olearia che nel 2014 causò la scarsa quantità di olio prodotto. La produzione questo autunno dovrebbe  risalire a 140-150 mila quintali, tra l&#8217;altro di ottima qualità.</p>
<p>Le previsioni sono della Coldiretti della Toscana in avvio della campagna olivicola. &#8220;<em>Dopo un 2014 disastroso con un crollo della produzione che aveva sfiorato il 90% in alcune aree della regione, la stagione olivicola ormai alle porte</em>,&#8221; dice Coldiretti, &#8220;<em>riporta il sorriso tra gli oliveti toscani.</em>&#8220;</p>
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		<title>Vi presento &#8220;Universo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2015 19:16:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una casa dove tutto trova il suo posto nell'&#8221;Universo&#8221; Virginia Iorga Onlus - Storia e significato del logo di Sofia Porcino &#8211; “Universo”, questo il nome del logo della Virginia Iorga Onlus. Un nome, un programma. E così è. Un programma vasto e articolato quello delle attività della onlus (Valore Cultura, Valore Solidarietà, Valore Salute, Valore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5><em>Una casa dove tutto trova il suo posto nell'&#8221;Universo&#8221;</em></h5>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Virginia Iorga Onlus</em> </span>- <em><span style="text-decoration: underline;">Storia e significato del logo</span></em></p>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; “Universo”, questo il nome del logo della Virginia Iorga Onlus. Un nome, un programma. E così è. Un programma vasto e articolato quello delle attività della onlus (Valore Cultura, Valore Solidarietà, Valore Salute, Valore Cibo), racchiuso nelle scanalature di questo logo. Esso, interamente realizzato in pietra, non è soltanto un simbolo, ma un vero e proprio oggetto, materiale e tangibile come lo sono l’impegno e i progetti portati avanti dalla Virginia Iorga Onlus.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/10988467_10153167827493624_918845067192869305_n.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1550 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/10988467_10153167827493624_918845067192869305_n-300x263.jpg" alt="10988467_10153167827493624_918845067192869305_n" width="300" height="263" /></a></p>
<p>La forma di “Universo” è il risultato di una composizione geometrica data da un quadrato sormontato da un triangolo equilatero, nel rispettivo ordine simboli della terra e dello spirito, del fuoco. Divino e terreno che si fondono insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il quadrato è il simbolo della terra in opposizione al cielo, il fondamento della stabilità e della materializzazione delle idee, l’espressione dei quattro fiumi del Paradiso e dei quattro evangelisti; la metafora delle radici sulle quali si fonda la conoscenza.</p>
<p>Il triangolo rappresenta la base della lectio aurea o “proporzione divina”, il glifo del raggio solare presso gli antichi Maya, la triade divina, nonché la nascita, la maturità, la morte, la natura divina di Cristo e, nella tradizione giudaica, Dio- del quale non si può pronunciare il nome.</p>
<p>La forma complessiva della pietra riporta al concetto di casa e anche alla sua rappresentazione effettuata dai bambini. Al suo interno intrecci di radici, scale che procedono verso l’alto, figure antropomorfe inconsce e l’occhio divino, che, sovrintende alla vita e alla morte, accogliendo in sé ogni cosa, visibile e invisibile.</p>
<p><strong>Una casa dell’Universo e nell’Universo dove niente è perduto e tutto si rende disponibile</strong>.</p>
<p>Un richiamo all’Oriente, al Medio Oriente, armonicamente fusi con l’Occidente. Importante simbolo di unione e pace, nel senso più ampio del termine, proprio in un difficile momento storico per la convivenza di culture millenarie che sembrano aver scordato di essere tutte figlie dello stesso Universo.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><span id="more-1549"></span></p>
<p>Un logo, una scultura, realizzata dallo stone designer Giuseppe Lorenzi, dal sapore solido e magico, che catalizza lo sguardo e accompagna in un quasi onirico viaggio tra i meandri della serenità cosmica. Un vortice di rimandi e girotondi dove ognuno trova la propria dimensione.</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>SOStieni VIRGINIA IORGA ONLUS con il 5X1000  </strong></p>
<p><strong>                            Codice Fiscale: 94133340482</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/5x1000-onlus.jpg"><img class=" size-full wp-image-1602 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/5x1000-onlus.jpg" alt="5x1000 onlus" width="220" height="226" /></a></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Sesto Fiorentino: una mostra d&#8217;avanguardia tinta di classico</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 09:09:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Michelangelo ad Antonio Berti, percorsi incrociati. di Sofia Porcino &#8211; La mostra viene inaugurata oggi, venerdì 20 marzo, alle ore 18.30 presso il centro espositivo Antonio Berti di Sesto Fiorentino. Presenta il professor Giampaolo Trotta, interviene il vicesindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Zambini. Francesco Battaglini, Franco Berretti, Fabio Anfossi, Myriam Cappelletti, Paolo Staccioli, Fabio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em><strong>Da Michelangelo ad Antonio Berti, percorsi incrociati</strong>.</em></h5>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; <strong>La mostra</strong> viene inaugurata oggi, venerdì 20 marzo, alle ore 18.30 presso il <strong>centro espositivo Antonio Berti di Sesto Fiorentino</strong>. Presenta il professor Giampaolo Trotta, interviene il vicesindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Zambini.<span style="color: #ff0000;"><span id="more-1527"></span></span></p>
<p>Francesco Battaglini, Franco Berretti, Fabio Anfossi, Myriam Cappelletti, Paolo Staccioli, Fabio Inverni, Maddalena Barletta, Marco Orsucci e Stefano Mariotti gli <strong>artisti che si sono lasciati ispirare dai due maestri d&#8217;arte,</strong> per regalare  <strong>opere avanguardistiche tinte da un forte richiamo alla classicità.</strong> <a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/michelangelo-1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1529 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/michelangelo-1-241x300.jpg" alt="David by Michelangelo" width="241" height="300" /></a></p>
<p>La mostra, curata da Francesca Roberti e dall’associazione Art Art Impruneta, è nata per <strong>celebrare i 450 anni dalla morte di Michelangelo e i 110 anni dalla nascita di Antonio Berti.</strong><br />
Gli artisti svelano i loro lavori con una esposizione piena di energia, forza ed eleganza. Le tecniche si intrecciano in una ricercata raffinatezza, con toni a tratti squillanti, a tratti più pacati.<br />
La mostra rimane aperta fino al 4 aprile. Centro espositivo Antonio Berti, Via Bernini, 57 Sesto Fiorentino. Orario: da lunedì a venerdì, 16-19; domenica, 11-13 e 16-19. Ingresso libero.</p>
<h6><em>Breve storia di Antonio Berti<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/antonio-berti.jpg"><img class=" size-full wp-image-1530 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/antonio-berti.jpg" alt="antonio-berti" width="265" height="175" /></a></em></h6>
<p><span style="color: #000000;">Nasce da una modesta famiglia di contadini e pastori. Affascinato dal patrimonio artistico di Firenze, a 17 anni inizia a lavorare alla Richard Ginori dove può dedicarsi al disegno dei prodotti in porcellana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lo scrittore Ugo Ojetti, dopo aver visto alcuni suoi lavori in creta, consiglia al padre Angiolo di iscrivere il figlio all&#8217;Istituto d&#8217;Arte Santa Croce di Firenze. Da qui inizia la carriera artistica di Antonio Berti.  Partecipa alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le sue opere migliori sono i busti scolpiti nel bronzo. Il monumento a Foscolo posto in Santa Croce a Firenze, i busti di vari membri della famiglia reale, di Mussolini, della Medaglia d&#8217;oro Locatelli, della miliardaria americana Barbara Hutton, di Susanna Agnelli. Inoltre i monumenti celebrativi: Alcide De Gasperi a Trento, quello di Pio XII a Roma, il monumento di Santa Luisa di Marillac in San Pietro, la statua bronzea di don Giulio Facibeni sulla piazzetta antistante la Chiesa di Santo Stefano in Pane a Firenze ed infine la statua in bronzo di Guglielmo Marconi, realizzata nel 1974 nel parco di Villa Griffone a Sasso Marconi, il monumento alla Regina Elena, eretto a Messina, quello a Padre Pio e quello ad Aldo Moro. Quest&#8217;ultimo fu realizzato postumo su suo bozzetto.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/immagine_home.png"><img class=" size-medium wp-image-1531 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/03/immagine_home-300x99.png" alt="immagine_home" width="300" height="99" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel maggio 2014, in occasione del bicentenario dell&#8217;Arma dei Carabinieri, è stata collocata a Roma, nel giardino di S. Andrea al Quirunale, una rifusione del gruppo di Berti intitolato <i>Pattuglia di Carabinieri nella tormenta</i>, del 1973.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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