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	<title>overthesky.it &#187; eccellenze dal territorio</title>
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		<title>Firenze fiorita: appuntamenti con piante e fiori da non perdere</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 07:21:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Sboccia la primavera e Firenze crea molteplici occasioni per ammirare fiori e pianti. L&#8217;ultima, non in ordine di importanza ma di rinnovato prestigio dal passato, è la trasformazione del cortile degli Uffizi in giardino. Allestimento di piante e fiori fino al 15 Maggio. E poi il Giglio, il fiore di Firenze per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Sboccia la primavera e Firenze crea molteplici occasioni per ammirare fiori e pianti. L&#8217;ultima, non in ordine di importanza ma di rinnovato prestigio dal passato, è la trasformazione del <strong>cortile degli Uffizi</strong> in giardino. Allestimento di piante e fiori fino al 15 Maggio.<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/04/image.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1782 aligncenter" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/04/image-300x225.jpg" alt="image" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E poi il Giglio, il fiore di Firenze per eccellenza, Iris o Giaggiolo che dir si voglia. Come non celebrare il fiore che campeggia nello stemma cittadino. Attualmente petali rossi su fondo bianco, prima della sconfitta dei ghibellini da parte dei Guelfi era l&#8217;opposto. Fiore molto diffuso oggi come allora torna protagonista, da 25 Aprile, al <strong>Giardino dell&#8217;Iris</strong>, sotto piazzale Michelangelo, unico orto botanico in Europa dedicato esclusivamente a questo fiore, meta di specialisti e botanici di vari Paesi anche perché importante riserva di germoplasma, ovvero banca dei geni. <span style="line-height: 1.5;">Fino al 20 maggio è visitabile gratuitamente per ammirare una fioritura di decine di varietà.</span></p>
<p>Torna, sempre nel periodo del 25 Aprile e 1 Maggio, la Mostra Mercato Primaverile di piante e fiori che si tiene anche in autunno (primi di Ottobre). Un appuntamento da non perdere per gli amanti del verde. Nel delizioso <strong>Giardino dell&#8217;Orticoltura,</strong> a due passi da Piazza Libertà, si tiene con orario continuato una manifestazione pluriennale. Ingressi da Via Vittorio Emanuele II, 4 e da Via Bolognese, 17.</p>
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		<title>Dieci minuti per presentare Signa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 16:21:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.                       [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Dieci minuti di immagini e musica per raccontare Signa. Il suo territorio, le ricchezze ambientali, storiche e culturali della sua comunità. È stato presentato in Consiglio regionale il video “Signa comune d’Europa”, portatore del messaggio di promozione turistica di Signa.  <span id="more-1762"></span>                                                                                                           C’è il passato, con la sua lunga tradizione artigiana della paglia, fino ai primi anni del Novecento motore economico di Signa e del suo territorio, come documentato al Museo della Paglia. Ci sono la storia e la cultura, con le chiese e le manifestazioni storiche che ancora vivono. E ci sono le potenzialità del presente, con le piste ciclabili lungo l’Arno e l’esperienza del parco dei Renai, “biglietto da visita di Signa, un comune molto attento al benessere della propria comunità”, come ha spiegato il consigliere regionale Paolo Bambagioni, già sindaco di Signa, che ha preso parte alla presentazione.</p>
<p>Il video attuale, realizzato da Elena e Fabrizio Vignali, è lo sviluppo di quello presentato all’Expo 2015 dal 17 al 20 settembre 2015. Si inserisce nel percorso di valorizzazione della rete toscana del buon vivere all’area aperta, cui hanno aderito, con Signa, diversi comuni toscani come San Gimignano, Volterra, Carmignano. “L’esperienza del Comune di Signa con la sua partecipazione ad Expo 2015 rappresenta un percorso virtuoso da riproporre e sostenere”, ha detto Bambagioni. “L’attività di promozione turistica è sempre stata coltivata a Signa. Saper usare le opportunità che il mercato globale ci offre in termini comunicativi e promozionali è la sfida che dobbiamo raccogliere – prosegue Bambagioni – sia per valorizzare il nostro territorio sia per favorire il turismo e l’occupazione. Una sfida che Signa dovrà giocarsi nello sviluppo della città metropolitana fiorentina”.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti il sindaco di Signa Alessandro Cristianini e Sara Ambra, vicesindaco e assessore al turismo e alla promozione, che ha seguito a fondo la realizzazione del video.</p>
<p>Guarda il video:<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10" target="_blank"> https://www.youtube.com/watch?v=tL9nGhDfrSY&amp;spfreload=10</a></span></p>
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		<title>Tempi d&#8217;oro per il vino toscano. Il rosso dop spopola nel mercato estero.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 21:03:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 2015: esportazioni aumentate del 22% di Sofia Porcino &#8211; Boom del vino toscano all&#8217;estero: nel 2015 le esportazioni sono aumentate del 22% rispetto all&#8217;anno precedente, mentre la crescita media italiana si ferma al 5,4%, per un valore totale di 923,4 milioni di euro. La Toscana è al secondo posto in Italia per valore delle esportazioni vinicole, dietro solo al Veneto, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><strong> <em>2015: esportazioni aumentate del 22%</em></strong></h5>
<section style="box-sizing: border-box;"><em>di Sofia Porcino</em><strong style="box-sizing: border-box;"> &#8211; Boom del vino toscano all&#8217;estero</strong>: nel 2015 <strong style="box-sizing: border-box;">le esportazioni sono aumentate del 22%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente, mentre la crescita media italiana si ferma al 5,4%, per un valore totale di <strong style="box-sizing: border-box;">923,4 milioni di euro.</strong></section>
<p><span id="more-1751"></span></p>
<section style="box-sizing: border-box;">La <strong style="box-sizing: border-box;">Toscana è al secondo posto in Italia</strong> per valore delle esportazioni vinicole, dietro solo al Veneto, secondo i numeri presentati da <strong style="box-sizing: border-box;">Toscana Promozione in occasione di Buy Wine,</strong> la due giorni fiorentina dove duecento produttori toscani inconteranno i compratori internazionali. Il <strong style="box-sizing: border-box;">12 e il 13 febbraio alla Fortezza da Basso</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">, appuntamento impirtante per le aziende vinicole toscane. A guidare</span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><strong style="box-sizing: border-box;">le vendite in tutto il mondo sono i rossi, soprattutto i Dop.</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> Il nord America -</span><strong style="box-sizing: border-box;">Stati Uniti ma anche Canada &#8211; il Regno Unito, la Francia</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">ma anche la Germania si confermano come i mercati principali. I nuovi cultori del vino toscano sono la</span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><strong style="box-sizing: border-box;">Cina, l&#8217;India e il Sud Africa</strong><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;"> </span><span style="font-size: 18.326000213623px; line-height: 26.1800003051758px;">ma anche gli Emirati Arabi Uniti e Israele.</span><strong style="box-sizing: border-box;">Buy Wine, che lo scorso anno ha ospitato 6mila incontri d&#8217;affari, </strong>è solo il primo di molti eventi legati alla promozione del buon vino toscano. </section>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il tempo e il giornalismo. Uno sguardo femminile sulla rapidità delle notizie.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 11:10:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Donne che scrivono oggi. Donne che hanno scritto ieri. di Sofia Porcino &#8211; Hulda Liberanome racconta con affascinante capacità narrativa come negli anni ’50, da corrispondente per Israele in Italia, inviava i suoi pezzi alla redazione di &#8220;Haaretz&#8221;. In busta chiusa per posta, poi con l’avvento di tecnologie sempre più avanzate scriveva in ebraico, trascriveva [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Donne che scrivono oggi. Donne che hanno scritto ieri.</em></h5>
<p><em><a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/01/INVITO-liberanome-carratu-e1452942318547.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1726 alignright" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2016/01/INVITO-liberanome-carratu-300x142.jpg" alt="INVITO-liberanome-carratu" width="300" height="142" /></a></em></p>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; Hulda Liberanome racconta con affascinante capacità narrativa come negli anni ’50, da corrispondente per Israele in Italia, inviava i suoi pezzi alla redazione di &#8220;Haaretz&#8221;. In busta chiusa per posta, poi con l’avvento di tecnologie sempre più avanzate scriveva in ebraico, trascriveva in lettere latine, inviava l’articolo con il telegramma, a Tel Aviv una segretaria ritrascrivevza il pezzo in ebraico e la redazione pubblicava. Oggi peripezie che sanno di antico. Oggi che con gli attuali mezzi di comunicazione la pubblicazione può essere immediata. “<em>Oggi che bisogna correre”</em> afferma con rammarico Hulda Liberanome.</p>
<p><span id="more-1723"></span>Maria Cristina Carratù, giornalista di redazione di &#8220;Repubblica&#8221; riflette sulla contemporaneità dei mezzi a disposizione del giornalista e sugli effetti che ha prodotto. L’immediatezza e la rapidità della divulgazione delle notizie se da un lato può essere vissuta come un vantaggio per l’informazione è dall’altro un rischioso percorso che porta all’impoverimento delle notizie. La quantità di notizie flash che arrivano rischiano di imbottire la testa del lettore facendo perdere sia a chi scrive e dunque a chi legge la profondità dei fatti, la loro contestualizzazione. Ci troviamo davanti ad un bombardamento continuo di notizie piatte che appaiono e scompaiono velocemente e poco lasciano nelle menti di legge. Notizie, o forse accenni di notizie, che non penetrano le coscienze e spengono il ragionamento, lasciano poca traccia. Il compito, arduo, dei giornalisti è oggi “<em>resistere alla tentazione di farsi investire dalla quantità di notizie flash e dalla loro velocità</em>” dice Maria Cristina Carratù.</p>
<p>Alle donne il compito di un’analisi profonda, puntuale, sensibile, del tempo e della sua gestione, del tempo da prendersi nonostante i ritmi frenetici per portare avanti un giornalismo profondo, che tocca con mano i fatti e li restituisce ai suoi lettori intrisi della lentezza necessaria per la loro reale comprensione. Affinché non si perda né l’informazione, né la scintilla del ragionamento.</p>
<p>“Donne Modello: imprenditoria e creatività al femminile”. Questa la serie di incontri organizzati dall’associazione Consonanze all’interno della quale è avvenuto l’incontro di giovedì 14 Gennaio 2016 con le giornaliste Hulda Liberanome e Maria Cristina Carratù. Tanti altri i temi interessanti durante l’incontro, il rapporto tra il  tempo e le notizie lo spunto più (personalmente) interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allarmismo alimentare o reale pericolo per la salute? Riflessioni di Valore Cibo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 16:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Valore Cibo si interroga sulla recente tendenza dei media a &#8220;smascherare il peggior cibo killer del momento&#8221;, cibo inquinato, velenoso, altamente dannoso per la nostra salute. di Sofia Porcino &#8211; La bolla è scoppiata con l&#8217;ultimo studio dell’OMS sulle carni rosse e lavorate, sulla loro alta responsabilità nel provocare il tumore negli umani, in particolare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>Valore Cibo si interroga sulla recente tendenza dei media a &#8220;smascherare il peggior cibo killer del momento&#8221;, cibo inquinato, velenoso, altamente dannoso per la nostra salute.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; La bolla è scoppiata con l&#8217;ultimo studio dell’OMS sulle <strong>carni rosse e lavorate</strong>, sulla loro alta responsabilità nel provocare il tumore negli umani, in particolare il <strong>tumore al colon</strong>. A tal proposito il nostro Ministro della Salute Lorenzin è intervenuta sottolineando la <strong>necessità di non creare allarmismi, </strong>anche in virtù del fatto che lo studio completo non è ancora pronto e che lo sarà soltanto a metà 2016. Il presidente Mattarella ha invece richiamato l&#8217;attenzione sul lavoro dei media, ricordando l’importanza di dare notizie “&#8230;chiare, corrette e misurate. Da qui si comprende il ruolo fondamentale dei media, anche loro chiamati a una grande responsabilità.” Niente allarmismi, dunque. Ma <strong>l’allarmismo è una tendenza che pare essere di moda ultimamente</strong>, soprattutto in campo alimentare.<span id="more-1712"></span></p>
<p>Fino a qualche anno fa si parlava di <strong>cibo spazzatura</strong> per riferirsi a quegli alimenti provenienti perlopiù da oltreoceano che hanno avuto un grande successo nel nostro paese a partire dalla metà degli anni ’90: <em>hot dog</em>, <em>hamburger</em>, patatine fritte, salse unte che li accompagnano, bevande zuccherate e gassate. Il dito è stato molto tempo puntato contro questa ristretta cerchia di prodotti. Rincuorante la loro ristrettezza e la loro lontananza dalle nostre abitudini alimentari.<br />
Contraltare sano era la sana <strong>cucina mediterranea,</strong> che affonda le radici nelle antiche tradizioni contadine italiane. Anni, quelli della lotta al cibo spazzatura, che hanno visto rinascere i piatti della tradizione povera, eletti a paladini del cibo salutare. Contro i mostri che uscivano a nastro continuo dalle nefaste cucine dei <em>fast food</em>, fucine infaticabili di “schifezze” piene di grassi, zuccheri, conservanti e olii fritti e rifritti si sono battute intere schiere di salutisti convinti. Lotta ai <em>fast food</em>, in nome della salute umana, ma tinta da poco ben mascherati ideali politici che combattevano il temuto mostro della globalizzazione.</p>
<p><strong>Oggi</strong> siamo davanti ad una <strong>variazione di tendenza</strong>: oggi sembra andare di moda la corsa a chi “smaschera” <strong>il prodotto più responsabile delle peggiori malattie</strong> e a turno si addita un cibo piuttosto che l’altro.</p>
<p>Nel periodo dell&#8217;eco-scandalo in Campania che riguardava lo smaltimento dei rifiuti gestito dalla malavita era il turno della mozzarella di bufala. I terreni inquinati dal non corretto smaltimento dei rifiuti erano i responsabili di un inquinamento a catena che, passando dagli animali arrivava al prodotto finito, la <strong>mozzarella di bufala</strong>, appunto. Oggi da quel fronte tutto tace. Già risolta la questione? O notizia ormai superata?</p>
<p><strong>La carne</strong>, soprattutto quella <strong>rossa e lavorata</strong>, è al centro di una feroce campagna contro i cibi cancerogeni, che sarebbero i principali responsabili dei tumori. Tesi da tempo sostenuta dal professor Veronesi è oggi sostenuta anche dagli studi dell’OMS. Regina indiscussa dei nemici della salute sta lasciando la vetta del podio ad un altro diffusissimo prodotto alimentare. Notizia freschissima è infatti quella che riguarda il <strong>latte vaccino</strong>: sembrerebbe proprio lui il principale responsabile dei tumori.</p>
<p><strong>La verdura</strong>, come la povera mozzarella di bufala, <strong>è vittima dell’inquinamento</strong> delle falde acquifere e dei terreni coltivabili. Non recentissimo caso fu quello del radicchio trevigiano, anch’esso ritenuto una vera bomba chimica a causa degli scarichi inquinanti delle fabbriche dei territori limitrofi ai campi di coltivazione.</p>
<p><strong>Il pollame è pieno di ormoni</strong> che ne gonfiano il petto. <strong>Il pesce ricco di mercurio e altri metalli pesanti. </strong></p>
<p><strong>Farina, latte, sale e zucchero</strong>, che, ironia del destino, sono ingredienti alla base della nostra tradizione culinaria, sono chiamati i <strong>quattro veleni bianch</strong>i. Sia per i loro componenti intrinsechi che per le tecniche di lavorazione.</p>
<p>Allarmismo campato per aria, figlio del nostro tempo e indistintamente causa ed effetto della triste sensazione del secolo di essere continuamente sotto scacco o reale pericolo per la salute? Resta il fatto che la <strong>sensazione è proprio quella di essere inevitabilmente circondati da cibo spazzatura</strong>, che non si limita più soltanto a quella ristretta cerchia di prodotti “americani”, facilmente non consumabili evitando i <em>fast food</em>; il cibo spazzatura adesso è proprio quell’insieme di prodotti che sempre ha fatto parte della nostre tavole e che non è così facilmente evitabile. Insomma non c’è via di scampo: sembra di essere destinati ai prodotti cancerogeni, dannosi e pericolosi, costretti a consumarli, costretti &#8220;a decidere se morire di tumore o di fame&#8221; &#8211; come recita uno dei popolarissimi e sarcastici <em>post</em> usciti sui <em>social network</em> proprio a seguito dello studio sulle carni rosse e lavorate.</p>
<p>Viene da chiedersi cosa c’è dietro a questa pressante e continua campagna di &#8220;sensibilizzazione&#8221;, che più che tale sta assumendo i toni di un vero e proprio bombardamento mediatico atto a terrorizzare i consumatori.<br />
Niente di tutto ciò che abbiamo mangiato fino a ieri adesso va più bene; la farina, il latte, le uova, la frutta, il pesce, la carne, ecc&#8230;</p>
<p>Senza sminuire gli studi scientifici e gli effettivi scandali ecologici viene da chiedersi chi stia guadagnando da questa lotta al cibo inquinato e/o cancerogeno? Forse i grandi produttori di cibo biologico che con le etichette no ogm e bio hanno creato un mastodontico giro d&#8217;affari che frutta dollari suonanti ininterrottamente e che, visto l’allarmismo sociale diffuso, è da molti considerata l’unica ancora di salvezza per la nostra salute minacciata vigliaccamente dai nostri cari prodotti tradizionali?</p>
<p>Sarà poi così bio e no ogm tutto ciò che viene presentato come tale?</p>
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		<title>Serena Pallottini. Un&#8217;italiana negli States</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 15:45:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un’artista italiana che porta negli Usa il suo talento e il nostro orgoglio nazionale. di Sofia Porcino &#8211; 10 agosto 1988. Nasce a Roma Serena Pallottini. Nasce un’artista. Serena mostra fin da piccola le sue capacità artistiche e sente forte la spinta verso il mondo delle arti. La sua carriera inizia presto: debutta infatti a soli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><em>Un’artista italiana che porta negli Usa il suo talento e il nostro orgoglio nazionale.</em></h6>
<p><em>di Sofia Porcino</em> &#8211; 10 agosto 1988. Nasce a Roma Serena Pallottini. Nasce un’artista. Serena mostra fin da piccola le sue capacità artistiche e sente forte la spinta verso il mondo delle arti. La sua carriera inizia presto: debutta infatti a soli 11 anni con &#8220;Canto di Natale&#8221; di Charles Dickens. A 13 anni Alessandro Gassman le consegna il suo primo riconoscimento per il ruolo di protagonista nello spettacolo Mediaten.</p>
<p><span id="more-1709"></span></p>
<p>Si dedica alla danza classica e moderna presso l’associazione cullare ARSmovendi di Andrea Cagnetti, con cui si esibisce al teatro Greco di Roma.<br />
Dopo la maturità classica si iscrive al DAMS e porta avanti i suoi studi di recitazione presso l’Accademia Blu di Beatrice Bracco.</p>
<p>A 23 anni il grande passo: Serena sbarca negli States, precisamente a New York. L’incontro chiave è quello con Susan Batson, riferimento indiscusso nel mondo del cinema, dalla cui scuola sono emersi attori come Nicole Kidman, Juliette Binoche, Tom Cruise e Liv Tyler.</p>
<p>Susan Batson vede in Serena una grande vena artistica e un giusto potenziale, decide così di farla lavorare sul personaggio di Eleonora Duse. Serena è sufficientemente matura per scavare nella complessità pubblica e privata della vita della Duse e ridare vita ad un complesso e sfaccettato personaggio come lei.</p>
<p>Anche il 2012 è un anno ricco di soddisfazioni: conosce il regista John Gallagher e con lui lavora a numerosi cortometraggi presso la School of Visual Arts di NY, partecipa al film &#8220;Free Richard&#8221; di Carl Ford. Nel 2013 prende parte nel film &#8220;Graveddigger&#8221; a fianco di Keith Collins. Il film vince il premio miglior thriller al Downbeach Festival di Atlantic City. Durante il celebre Festival Figment di Ny Serena si esibisce nello spettacolo &#8220;In scena&#8221; di Laura Caparotti e Donatella Codonesu.</p>
<p>&#8220;Clean cut&#8221; di Joseph Pepitone è il film nel quale Serena recita come coprotagonista nuovamente accanto a Keith Collins. Film in postproduzione come il cortometraggio &#8220;Waiting for Harry&#8221;, al quale Serena ha preso parte.</p>
<p>Serena attualmente lavora nella casa di produzione indipendente Jack Boar Pictures.</p>
<p>Oltre alla brillante carriera di doppiatrice e attrice Serena ha anche ottime doti canore, grazie alle quali si è esibita a Roma al Felt Musica Club e al Triad Theatre di NY.</p>
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		<title>Cibo tarocco alla gogna. Difendiamo il Made in Italy</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 10:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il falso Made in Tuscany in gabbia. Alla Casa delle Eccellenze, l’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Coldiretti, esibisce gli orrori scoperti e sequestrati in tutto il mondo. di redazione &#8211; Fino al 31 ottobre si può visitare la più grande galleria di tarocchi mai allestita in Toscana intitolata &#8220;I [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><span class="sommario"><em>Il falso Made in Tuscany in gabbia. Alla Casa delle Eccellenze, l’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Coldiretti, esibisce gli orrori scoperti e sequestrati in tutto il mondo.</em> </span></h5>
<div class="immaginenotizia"><img class="immaginebordo alignright" src="http://met.cittametropolitana.fi.it/public/images/t_20151019170739527.jpg" alt="Prodotti contraffatti" /></div>
<p><em>di redazione</em> &#8211; Fino al 31 ottobre si può visitare <strong>la più grande galleria di tarocchi</strong> mai allestita in Toscana intitolata &#8220;<em>I nuovi mostri a tavola&#8221;</em>. Prodotti spesso nocivi per la salute, che <strong>danneggiano inoltre l’immagine del Made in Italy</strong>, contribuiscono a far chiudere imprese e a distruggere posti di lavoro.</p>
<p><span id="more-1699"></span><br />
Fra i 32 esempi di prodotti spacciati per italiani o toscani il Chianti prodotto in California, il celebre kit per farsi in garage il nostro Doc, la finocchiona americana Columbus, il salame declinato con tante ingannevoli etichette come il Firenza Salami prodotto in Germania, oppure il latte statunitense chiamato Tuscan.</p>
<p>I <strong>prodotti sequestrati</strong> e rinchiusi nella gabbia dell’ex tribunale subiranno anche un processo al falso Made in Italy (mercoledì 21 ottobre, ore 11) dove a trascinare i tarocchi sul banco degli imputati saranno veri produttori di Coldiretti e militari dei Nas (il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri), con una giuria popolare &#8211; il pubblico presente in sala &#8211; che alla fine esprimerà il verdetto.</p>
<div id="bloccoImmaginiExtra"></div>
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		<title>Buone notizie anche per la produzione di castagne</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 10:34:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La castanicoltura toscana è sulla via della guarigione. Rispetto allo scorso anno ci sarà il 50% in più di castagne. di redazione &#8211; Dall&#8217;analisi di Coldiretti Toscana e associazione nazionale Città del castagno si capisce che la lotta al cinipide inizia a dare i primi buoni frutti. Dopo quattro lunghi anni, durante i quali si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>La castanicoltura toscana è sulla via della guarigione. Rispetto allo scorso anno ci sarà il 50% in più di castagne.</em></h5>
<p><em>di redazione</em> &#8211; Dall&#8217;analisi di Coldiretti Toscana e associazione nazionale Città del castagno si capisce che <strong>la lotta al cinipide inizia a dare i primi buoni frutti</strong>. Dopo quattro lunghi anni, durante i quali si è registrata una inesorabile caduta della produzione fino a sfiorare quasi l&#8217;azzeramento, si intravedono segnali che fanno ben sperare.</p>
<p><span id="more-1696"></span><br />
&#8220;<em>L&#8217;introduzione dell&#8217;antagonista naturale del cinipide galligeno, il torymus sinensi, sta dando già ottimi risultati.</em> &#8211; spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana &#8211; <em>I primi riscontri sono incoraggianti. E&#8217; un&#8217;annata inaspettata che rimette in moto un&#8217;economia molto importante che produce un&#8217;integrazione al reddito decisiva per la stabilità delle aziende agricole. La castanicoltura ha permesso a molte generazioni di sopravvivere in passato e lo sta facendo ancora tutto oggi</em>&#8220;.<br />
Lo scorso anno la ridotta produzione locale aveva provocato una massiccia importazione di prodotti dall&#8217;estero in particolare da Spagna, Portogallo, Turchia, Slovenia e Romania. Quest&#8217;anno invece l&#8217;aumento del prodotto, in tutta la Toscana, contribuirà a rallentare le importazioni .</p>
<p>La Toscana, ricorda infine Coldiretti, è in cima alla vetta per la <strong>qualità del prodotto</strong> con 5 tipi di castagne e derivati: <strong>il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina della Lunigiana Dop.</strong></p>
<p>Consumiamo prodotti locali!</p>
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		<title>olio a gogò, un 2015 da favola per l&#8217;extravergine toscano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 07:46:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Autunno d&#8217;oro per l&#8217;olio toscano di Sofia Porcino- 2015. L&#8217;anno della rinascita per l&#8217;olio extravergine toscano. Grazie al caldo rovente di un&#8217;estate anomala rinasce la produzione dell&#8217;olio; sembra proprio che le alte temperature di questa estate appena trascorsa abbiamo ucciso la mosca olearia che nel 2014 causò la scarsa quantità di olio prodotto. La produzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Autunno d&#8217;oro per l&#8217;olio toscano<br />
</em></h5>
<p>di Sofia Porcino- 2015. L&#8217;anno della rinascita per l&#8217;olio extravergine toscano. Grazie al caldo rovente di un&#8217;estate anomala rinasce la produzione dell&#8217;olio; sembra proprio che le alte temperature di questa estate appena trascorsa abbiamo ucciso la mosca olearia che nel 2014 causò la scarsa quantità di olio prodotto. La produzione questo autunno dovrebbe  risalire a 140-150 mila quintali, tra l&#8217;altro di ottima qualità.</p>
<p>Le previsioni sono della Coldiretti della Toscana in avvio della campagna olivicola. &#8220;<em>Dopo un 2014 disastroso con un crollo della produzione che aveva sfiorato il 90% in alcune aree della regione, la stagione olivicola ormai alle porte</em>,&#8221; dice Coldiretti, &#8220;<em>riporta il sorriso tra gli oliveti toscani.</em>&#8220;</p>
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		<title>Scuole sporche. Dove manca lo Stato ci sono i genitori e gli Angeli del Bello, per fortuna!</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2015 12:40:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Sofia Porcino- Firenze, Quartiere 5. Sabato 11 Aprile 2015 Angeli del Bello di nuovo in azione. Questa volta però non si tratta di eliminare brutte scritte sui muri, che seppur indecorose, non minano l&#8217;igiene di nessuno, questa volta si tratta di pulire i bagni e l&#8217;atrio di una scuola, anzi di tre: Calamandrei, Mameli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Sofia Porcino</em>- Firenze, Quartiere 5. Sabato 11 Aprile 2015 Angeli del Bello di nuovo in azione. Questa volta però non si tratta di eliminare brutte scritte sui muri, che seppur indecorose, non minano l&#8217;igiene di nessuno, questa volta si tratta di <strong>pulire i bagni e l&#8217;atrio</strong> di una scuola, anzi di tre: Calamandrei, Mameli e Fanciulli.</p>
<p>I volontari dell&#8217;associazione che lotta contro il degrado nella nostra città hanno risposto senza remore alla richiesta arrivat<a href="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/logo_angeli_del_bello.jpg"><img class=" size-full wp-image-1665 alignleft" src="http://www.overthesky.it/maestralefiorentino/wp-content/uploads/2015/04/logo_angeli_del_bello.jpg" alt="logo_angeli_del_bello" width="136" height="128" /></a>a dai genitori della scuola Mameli.</p>
<p><strong>La situazione nella scuola non è felice dal punto di vista igienico</strong>. I genitori hanno più volte fatto presente che spesso gli ambienti che accolgono i bambini non sono consoni a quello che dovrebbe essere un ambiente scolastico. Considerando il fatto che i più piccoli alunni della scuola hanno 3 anni e dormono durante il pomeriggio in questi ambienti, polverosi, dove regna il cosiddetto laniccio, e che tutti gli alunni si recano ogni giorno in <strong>bagni vecchi e poco puliti, sicuramente non igienici, </strong>la situazione è allarmante.<span id="more-1663"></span></p>
<p>&#8220;<em>Appena fatta la segnalazione</em>&#8221; spiega Federica Giuliani, rappresentante di classe della sezione A della scuola del&#8217;infanzia, &#8220;<em>ci siamo subito scontrati con la realtà dei fatti e con la complicata burocrazia</em>&#8220;.</p>
<p>La questione della<strong> manutenzione ordinaria</strong> è così articolata: il Ministero concede tramite appalto nazionale la gestione delle pulizie ad una cooperativa, la vincitrice dell&#8217;appalto, appunto. Essa poi lo subappalta ad un&#8217;altra cooperativa locale. Dal Ministero arrivano però poche ore di copertura per le pulizie degli ambienti scolastici. Poche e insufficienti a mantenere le tre scuole in condizioni decorose. Mameli, Calamandrei e Fanciulli contano rispettivamente 850, 250 e 150 alunni. <strong>1250 bambini che ogni giorno sono a contatto con luoghi sporchi.</strong></p>
<p>A questo punto i genitori si erano proposti di pulire loro stessi i bagni, i dormitori e gli altri ambienti che lo necessetivano, ma, non essendoci per loro copertura assicurativa, entrare a scuola muniti di detersivi, spugne, scope e stracci non è stato possibile.</p>
<p>Francesca Ricci, in sede di Consiglio di Istituto, ha dunque suggerito di rivolgersi agli Angeli del Bello. Così da poter aggirare l&#8217;ostacolo della copertura assicurativa; associandosi infatti si viene coperti da assicurazione e si può dunque entrare a scuola per sopperire alle mancanze basilari, quelle igienico-sanitarie.</p>
<p>Michelangelo Chiaramida, membro del Consiglio di Istituto e dell&#8217;associazione Piazza San Donato, riferisce che: &#8220;<em>Un intervento era necessario, le lamentele dei genitori erano tante. Ed effettivamente la scuola necessitava di una pulizia profonda dei bagni e di una &#8220;rinfrescata&#8221; all&#8217;atrio.</em>&#8221; Avendo già collaborato con gli Angeli del Bello per la pulizia del Parco San Donato era certo della <strong>totale disponibilità dei volontari</strong> che hanno <strong>fornito tutto il materiale per le pulizie e per la verniciatura, effettuata interamente con vernici atossiche.</strong></p>
<p>L&#8217;intervento è stato reso possibile anche grazie all&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente e alla Pubblica Istruzione, al Quartiere 5 e al Consiglio Comunale. La Coop ha inoltre fornito una piccola merenda che a metà mattina ha rifocillato grandi e piccoli che instancabilmente hanno lavorato.</p>
<p>Dunque le <strong>lodi e i ringraziamenti</strong> da fare sono molte: agli Angeli del Bello, ai genitori, ai piccoli collaboratori e alle amministrazioni locali coinvolte.</p>
<p>Che ormai la presenza e l&#8217;efficacia dello Stato siano carenti è un dato di fatto, denunciato più e più volte da vari enti, dai cittadini, dai media; che sia scoppiata la bolla e lo scandalo dei fondi statali che si perdono nel macchinoso iter a colabrodo a poco è servito viste le condizioni in cui ancora versano molti beni statali. Il fatto che tale scempio sia sotto gli occhi ormai di tutti non deve passare come la normalità delle cose. La rassegnazione non può regnare sovrana e rendersi complice della insufficiente azione dei &#8220;piani alti&#8221;.</p>
<p>In questo caso non è stato così. Per fortuna <strong>i genitori non si sono arresi</strong>, non si sono fermati davanti agli ostacoli della burocrazia e non si sono limitati a semplici lamentele. Hanno trovato il modo di agire, grazie alla collaborazione preziosa degli Angeli del Bello. Ma ciò che non vorrei fosse perso di vista in questo lodevole esempio di dinamismo propositivo e costruttivo è che <strong>un gruppo di genitori attivi e attenti è costretto a rivolgersi ad una associazione di volontariato per poter effettuare, con un intervento straordinario, pulizie che dovrebbero invece rientrare in una manutenzione ordinaria</strong>. Che una scuola statale debba restare inerme nella polvere e nei germi e aspettare che siano i genitori a smuovere mare e monti, a organizzarsi e a dover chiedere aiuto all&#8217;esterno sembra oggi, 2015, uno scandalo nello scandalo. La trafila tra lamentele, rimpalli di responsabilità, alzatine di spalle e paletti burocratrici è a dir poco incresciosa. In fondo si tratta di tenere puliti dei bagni, cosa alquanto quotidiana. Lo Stato? In tutto questo assente, capace di concedere giusto qualche ora in appalto. E affermo tutto ciò da mamma di una alunna di 3 anni che frequenta proprio la scuola Mameli e da cittadina italiana, attirandomi probabilmente anche qualche antipatia, ma del resto questo poco mi importa.</p>
<p>Federica Giuliani ha spiegato che in seguito a questa grande mobilitazione da parte dei genitori è ora <strong>in via di organizzazione una commissione pulizie</strong> che ha come obiettivo principale perlomeno la manutenzione dei bagni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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